Cronaca – Sesso, droga e alcool: viaggio nel quartiere ‘Bronx’

Il portico di via Delle Chiuse: l'intonaco cade a pezzi e le scritte ricoprono le mura

Schiamazzi notturni, festini all’aria aperta, sesso e degrado urbano: è questa la realtà con cui hanno che fare i residenti di via Delle Chiuse, il quartiere ‘Bronx’ di Casorezzo. I cittadini chiedono aiuto, ma il Comune ha le mani legate

13 APRILE 2017

di Lorenzo Rotella

CASOREZZO (MI) – Due palazzine, 6 famiglie in ciascuna, 22 residenti in totale. Il quartiere ‘Bronx’ di via delle Chiuse a Casorezzo (un paese in provincia di Milano), a prima vista, sembra una realtà a parte: colori sgargianti, bel prato e interessanti opere architettonica. Ma basta avvicinarsi un poco e parlare con chi vi abita per comprendere che oltre la superficie c’è un fitto mondo marcio e inesplorato.

Il racconto dei residenti

A farci da Cicerone sono alcuni abitanti delle palazzine: “Qui abbiamo di tutto. Vetri rotti, negozi nuovi e invenduti, scritte e murales ovunque, l’intonaco dell’arco centrale che cade a pezzi, una fontana a cascata dismessa, che ha funzionato per poco e ora non va più. Non esiste una manutenzione delle strade e nemmeno degli alberi, con i rami che entrano quasi nelle finestre dei piani alti. Inoltre, lungo il marciapiede ci sono delle griglie: se piove forte, l’acqua non viene assorbita dal terreno e si allaga tutto”. Ma stando al loro racconto, c’è molto di più.
La narrazione prosegue circa il tessuto sociale del quartiere di qualche anno fa: “Qui le luci dei lampioni in zona cimitero si spengono a mezzanotte e tipi loschi e malavitosi ne approfittano per agire. Ora la situazione sotto i palazzi è decisamente più calma, ma prima la fontana dismessa era usata come luogo di ritrovo da giovani e uomini o donne di ogni età. Schiamazzi notturni, bottiglie di alcool sparse in giro, dalle finestre era possibile sentire anche dei gemiti. Scendendo in strada, ci è capitato di assistere anche a scene di sesso orale, pure tra due o più persone insieme”. Un’altra questione di non poco conto è anche il pagamento dei negozi sfitti: “Stiamo pagando anche le spese per gli immobili sotto di noi, ma del resto è logico: chi mai aprirebbe un’attività qui, tra il deserto e il degrado?”

La replica del sindaco

I residenti, esasperati, chiedono a gran voce un intervento dell’amministrazione comunale. Ma il sindaco Pierluca Oldani, a conoscenza della situazione, spiega come mai finora non è stato fatto nulla: “Si tratta di questioni legali ed economiche. Non possiamo prevedere o spendere dei soldi per faccende che interessano dei privati. Quelle palazzine non sono del Comune, è dunque compito dei privati risolvere la cosa”.

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