Fratelli d’Italia rende pubblica la lista per le elezioni di Magenta e i nodi vengono al pettine: solo 7 candidati su 16 sono magentini e molti sono perfetti sconosciuti. Nel giorno della presentazione alla cittadinanza in 5 restano a casa. Timori tra gli alleati per il rischio di un clamoroso flop, che penalizzerebbe il candidato sindaco Luca Del Gobbo e l’intera coalizione

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – Fratelli d’Italia presenta una lista fragilissima alle elezioni comunali di Magenta, previste per il prossimo 12 giugno. Molti candidati sono perfetti sconosciuti: solo 7 di loro su un totale di 16 vivono in città. Dubbi e perplessità nel centrodestra: “FdI rischia un clamoroso flop, tutta la coalizione ne uscirebbe danneggiata”.

Fratelli d’Italia non decolla

La sensazione è che Fratelli d’Italia esista molto più nei sondaggi che non nella realtà. A fronte di una previsione che attribuisce al partito di Giorgia Meloni il 22% a livello nazionale e il 17% a livello regionale, manca quasi del tutto una classe dirigente. Magenta ne è una dimostrazione plastica.

Il capolista

La lista per le Comunale Fratelli d’Italia punta molto su Stefania Bonfiglio. Non solo perché è magentina, ma anche perché è tra i pochi candidati conosciuti. Ed è curioso notare come la ‘punta di diamante’ della destra locale, fino a un anno fa, militasse altrove. Bonfiglio infatti nel 2017 fu eletta con la Lega, salvo poi cambiare casacca in corsa.

Le preferenze

Una lista, per essere forte, ha bisogno di candidati che raccolgano preferenze. E qui Fratelli d’Italia sembra veramente debole: oltre a Bonfiglio, c’è Mariano Manna (molto conosciuto: il suo intervento sabato pomeriggio è stato di grande impatto), Attila Bertarelli (il cui padre, Franco, fu sindaco di Magenta con l’allora Lega Lombardia) e Marco Maltagliati (sponsorizzato, insieme ad Antonella Dossi) dal senatore Mario Mantovani, che sabato 21 maggio alla presentazione della lista non ha mancato di ricordare ai candidati “che devono battere il marciapiede per cercare le preferenze e non devono avere paura di chiedere il voto”.

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Falsa partenza

Già, ma è difficile chiedere il voto ai magentini se non si vive neppure a Magenta. Ed è ancora più difficile che lo possano fare candidati che ‘bigiano’ la presentazione della lista alla cittadinanza. Sembra incredibile. Eppure 5 su 16 candidati – sabato 21 maggio in Casa Giacobbe – non c’erano. E soltanto una di loro aveva una valida ragione, così come illustrato dal capo storico della destra magentina, Umberto Maerna (che ovviamente si è ben guardato dal candidarsi).

Identità e appartenenza

Identità e appartenenza sono le parole d’ordine di Fratelli d’Italia. Slogan efficace, ma problematico per Magenta. Qui il partito di Giorgia Meloni ha trovato solo 7 candidati residenti in città: Stefania Bonfiglio, Antonella Dossi, Giuseppe Marinelli, Giuseppe Cusato, Danilo Sclano, Fabio Torani e Marco Maltagliati (che fino a poco fa viveva però a Cuggiono). Gli altri vivono a Milano, Corbetta, Santo Stefano Ticino e in altri comuni.

Timori degli alleati

Il primo a essere preoccupato per una lista così fragile è il candidato sindaco del centrodestra, Luca Del Gobbo. Ambienti a lui vicini fanno sapere che “da Fratelli d’Italia ci si aspettava qualcosa di meglio: più candidati di Magenta e più qualità”. Ma in generale tutti temono che il flop della destra penalizzi la coalizione. Un dirigente di Forza Italia parla di “lista che vale il 6% al massimo”. E dalla Lega filtra irritazione: “La verità è che se i voti non li prendiamo noi, Forza Italia e Del Gobbo, rischiamo di perdere”.

Da sinistra: Umberto Maerna (dirigente FdI); Fabio Raimondo (vice coordinatore FdI in Lombardia); l’onorevole Paola Frassinetti; il candidato sindaco del centrodestra a Magenta, Luca Del Gobbo; Mario Mantovani (già vicegovernatore della Lombardia) e l’onorevole Marco Osnato

Il caso Garagiola

Fa discutere anche la scelta di non candidare il segretario cittadino, Lori Garagliola: magentino, conosciuto e stimato. Nel 2017 prese 120 preferenze individuali. Tantissime, se si pensa che all’epoca FdI si fermò a 286 voti (2,72%). Quanto vale oggi la destra magentina? Sulla carta anche il 15%, ma con una lista così leggera Fratelli d’Italia può ambire al massimo al 7%, forse qualcosa di meno. Con Forza Italia lontana dai fasti dei tempi d’oro, il successo di queste elezioni è tutto sulle spalle della Lega. E del candidato sindaco: Luca Del Gobbo, per l’ennesima volta, è chiamato a fare la differenza.