Corbetta, 14enne picchiato dal branco: la Procura apre un’inchiesta

14 picchiato e aggredito da un gruppo di coetanei il 14 ottobre. Il ragazzino sporge denuncia ai Carabinieri: botte e minacce anche ai genitori sotto casa. E i genitori dei ‘bulli’, invece di fermare i figli, rincarano la dose

di Francesco Colombo

CORBETTA (Milano) – 14enne picchiato da un branco di 40 minorenni: la Procura di Milano, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta dopo la denuncia della vittima, sarebbe pronta a contestare ai presunti bulli il reato di rissa aggravata.

14enne picchiato da un gruppo di coetanei

L’episodio era avvenuto nella serata di sabato 14 ottobre: un gruppo di ragazzini avrebbe aggredito il giovanissimo coetaneo (diabetico) in piazza 1° Maggio per futili motivi, forse a causa di una bicicletta rubata. Gli aggressori avrebbero picchiato anche il padre e la madre del 14enne, giunti in centro per chiarire la vicenda dopo che il figlio, impaurito, aveva raccontato loro le violenze subìte.

Inseguiti fin sotto casa: botte anche ai genitori

Il branco li avrebbe seguiti fino a casa nell’indifferenza dei passanti tra botte, spintoni e minacce: sotto l’abitazione della vittima sarebbero poi arrivati i genitori che incredibilmente, invece di fermare i propri figli, avrebbero a loro volta malmenato il padre del 14enne con calci, schiaffi e pugni. Soltanto l’intervento di un vicino di casa e della pattuglia dei Carabinieri ha scongiurato un epilogo ancor più drammatico.

Minacce nella sala d’attesa dell’ospedale

Il papà del ragazzo diabetico ha anche raccontato ai militari di aver subìto ulteriori minacce nella sala d’attesa dell’ospedale Fornaroli di Magenta, dove si era recato per farsi medicare a seguito delle botte: “Tu non ti devi degnare di parlare – gli avrebbe detto il padre di uno dei giovani aggressori – devi solo morire. Se non avessi avuto precedenti, ti avrei ammazzato io”.

Vittima intimidita dai bulli anche in caserma

Altre minacce sarebbero state rivolte alla presunta vittima nella sala d’attesa della stazione dei Carabinieri, dove il 14enne si trovava per sporgere querela: “Sei un cane – gli avrebbe detto uno dei membri del branco – è meglio che tu e tuo padre non usciate di casa per un po’ di tempo”. Nei giorni scorsi gli inquirenti hanno provveduto a identificare tutti i soggetti che, la sera del 14 ottobre, si sarebbero resi protagonisti della violenta aggressione ai danni della famiglia corbettese.

Iter giudiziario complesso

All’orizzonte si profila un iter giudiziario non semplicissimo, in quanto la legge prevede che non può essere processato chi, nel momento in cui ha commesso un fatto-reato, non ha ancora compiuto i 14 anni d’età. Toccherà ai militari, dunque, procedere nelle prossime settimane agli ulteriori accertamenti per delineare il quadro definitivo di una vicenda che ha messo sotto choc l’intera città di Corbetta.