VIDEO – 42 chili di droga, 24 arresti: basi logistiche nel Milanese

Maxi operazione dei Carabinieri (GUARDA IL VIDEO): 42 chili di droga, 26 arresti e un giro da 500.000 euro. Basi logistiche in provincia di Milano, spaccio in 3 regioni. A capo 2 organizzazioni malavitose, una italiana e una albanese. Tutto nasce da un arresto in Svizzera

di Ersilio Mattioni

MILANO – Due associazioni malavitose, una italiana e una albanese. Tre regioni coinvolte (Lombardia, Piemonte e Calabria). Piazze per lo spaccio di 42 chili droga in 13 province (Milano, Bergamo, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Monza Brianza, Piacenza, Savona, Torino e Varese, Brescia e Cosenza). Tante base logistiche, tutte nel Milanese. E la regia finanziaria in Svizzera. I militari del Comando Provinciale di Milano dei Carabinieri hanno assestato un duro colpo ai trafficanti, arrestando 24 persone: 2 italiani, 16 albanesi, 5 marocchini e 1 tunisino (GUARDA IL VIDEO).

42 chili di droga

I 24 arrestati sono ritenuti responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di 42 chili di droga, di favoreggiamento, di sfruttamento della prostituzione, di rapina ed estorsione.

IL VIDEO DELL’OPERAZIONE ANTI DROGA

L’inchiesta

L’operazione è scattata martedì 13 settembre ed è scaturita dagli esiti di un’articolata attività d’indagine dai Carabinieri di Milano, avviata nell’aprile 2020. Tutto comincia con una rogatoria internazionale dopo un arresto in flagranza. In territorio svizzero, un cittadino italiano viene sorpreso mentre trasportava in auto 6 chilogrammi di eroina.

Le indagini

Le indagini dei Carabinieri, in collaborazione con l’autorità giudiziaria elvetica, consentono di ricostruire la struttura e l’operatività di due distinte associazioni criminali, in affari tra loro. Fanno capo a famiglie albanesi, che operano in patria ma che si sono alleate con la criminalità italiana. Le basi logistiche sono in provincia di Milano e le ramificazioni sono in tutto il Nord, specie nelle province di Monza Brianza e Bergamo. Ma anche in Calabria e, come detto, in Svizzera.

La manovalanza

Il sistema di importazione e cessione di eroina e cocaina alimentava quotidianamente una fitta rete di spaccio di droga sul territorio italiano e svizzero. Una rete costituita da ‘batterie’ di trafficanti di origine nordafricana, dediti allo spaccio al dettaglio in migliaia di aree boschive e agricole.

42 chili di droga, armi e soldi

Sono stati sequestrati 42 chili di stupefacente tra eroina, cocaina e hashish. Sono stati rinvenuti altri 40 chili di sostanza da taglio, oltre a 2 fucili illegalmente detenuti. In più, una piccola somma in contanti di 13.000 euro (anche se il giro d’affari ammonta a circa 500.000 euro). Sono stati anche individuati un appartamento e un capannone utilizzati come raffinerie per il narcotico, oltre a diversi appartamenti e box utilizzati per lo stoccaggio dei carichi di droga.

Sfruttamento della prostituzione

Oltre ai 42 chili di droga, i criminali gestivano in maniera stabile e organizzata un sistema di sfruttamento della prostituzione di ragazze dell’Est. Erano costrette, con minaccia e violenza sfociate anche in episodi di rapina ed estorsione, a rendersi disponibili dal vivo anche su siti d’incontri on-line. Dovevano inoltre prostituirsi in appartamenti gestiti a tal fine dagli stessi indagati.

Gli arresti

I destinatari delle misure cautelari sono stati arrestati e portati in carcere a Milano, Lodi, Lecco, Bergamo, Mantova, Cremona, Savona e Torino. Alcuni di loro sono invece agli arresti domiciliari nelle province di Bergamo e Milano.