La scelta di Bastianello è strategica: il centrosinistra si apre alle realtà più critiche con la giunta

di Riccardo Sala

MAGENTA – Rapporti con le attività produttive, politiche giovanili, parità di genere e semplificazione normativa. Queste sono le deleghe affidate al nuovo assessore della giunta di Marco Invernizzi, Marzia Bastianello, valide per l’anno e mezzo che ci separa dalla fine del mandato. Mancano all’appello, rispetto alle deleghe che furono di Monica Garegnani, il Lavoro e la Cooperazione e la Coesione sociale, che resteranno in mano al primo cittadino. Insomma, siamo passati da un assessore deputato alle politiche del lavoro e dei diritti civili, a uno destinato a trattare tematiche per i giovani e per il commercio. Una scelta forte, che non mancherà di suscitare polemiche, e che segna il ‘nuovo corso’ delle politiche del Pd nella città di Magenta. Nonostante Invernizzi abbia sottolineato che questa nomina non abbia a che fare con questioni di convenienze politiche o di immagine istituzionale, la presenza di Bastianello  veicola un chiaro messaggio. L’amministrazione si dimostra così più vicina alla realtà di chi vive Magenta a tempo pieno, come i giovani e le attività produttive del territorio, cercando di coinvolgere la società civile e il mondo dell’imprenditoria sotto una bandiera ‘incolore’ e più lontana possibile dai giochi della politica. A conferma di questa ipotesi, la presenza di Luigi Alemani, presidente della Confcommercio, pienamente soddisfatto della scelta della giunta: “Sono tempi difficili per le imprese, ed avere un interlocutore istituzionale che sappia comprendere i problemi della città è un vantaggio non indifferente.” Insomma, Invernizzi ha compiuto una scelta, e scegliere, soprattutto in politica, implica rinunciare a qualcosa. In questo caso, al rapporto con la ‘sinistra’ cittadina. Il fatto che le tematiche del Lavoro e della Cooperazione sociale non abbiano più un assessorato dedicato ha fatto storcere il naso all’ala più progressista della città, e dello stesso Pd, aumentando, forse in modo irrecuperabile, la distanza tra l’amministrazione e gli ex alleati. Così facendo l’amministrazione ha dimostrato di voler parlare ad altre dimensioni della città, ma chiudendo le porte ad altre. Il gioco varrà la candela?

Liquidata Minardi. Il sindaco: no alleanze

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo assessore, si è parlato anche del rapporto tra Pd e Progetto Magenta, la lista civica di Silvia Minardi. La risposta di Marco Invernizi è stata chiara e netta: nessuna intesa, niente primarie e niente ‘corsa a due’, i due partiti sono su piani completamente diversi. Porte chiuse, a doppia mandata, da parte dell’attuale sindaco su un possibile accordo con la Minardi e con Progetto Magenta. “Siamo su piani diversi. Io e Silvia abbiamo una concezione incompatibile di cosa debba essere la politica, per questo escludo categoricamente accordi e primarie. In più, non potremmo eleggere un candidato di coalizione, dato che Progetto Magenta si è sempre definito come non appartenente al centrosinistra. In ogni caso, non smetteremo di parlare alla città e alle aree moderate. I cosiddetti moderati non ragionano tutti come il partito di riferimento, perché sono fuori dalla politica e soprattutto fuori dai giochetti politici che creano solo male per la città e disaffezione da parte dei cittadini. Non bisogna lasciare spazio alla vecchia politica, a quella che preferisce tifare contro un’amministrazione non gradita, piuttosto che lavorare per il bene della città. Da questa esperienza abbiamo capito che i giochi di palazzo e di poltrone non fanno per noi. Ci sentiamo meglio nel dialogare con tutte le realtà cittadine, perché quello che vogliamo è trovare persone di buon senso con cui costruire qualcosa di positivo e duraturo per la città.”

 

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