Finta nipote vuole i soldi per una puntura anti-Covid: ma la 90enne, di Robecchetto con Induno, non ci casca

di Roberta Perera

ROBECCHETTO CON INDUNO (MILANO) – “Ciao nonna, sono la figlia di Carla. Ti volevo dire che la mamma è in ospedale con il Covid, è grave, e per salvarla c’è bisogno di una puntura che arriva dall’America. Ci vogliono 10.000 euro. Ho già chiesto a tuo figlio Giovanni 1.000 euro, ha detto che me li dà. Il resto però dovresti darmelo tu. E dovresti darmi anche i gioielli”. Questa la telefonata ricevuta da una 90enne di Robecchetto con Induno lo scorso martedì mattina, 22 giugno.

90enne sventa una truffa

L’anziana donna, però, non si è fatta intimorire dal racconto strappalacrime: “Già la cosa mi suonava strana – ci ha raccontato la donna – perché della figlia di Carla io non sono la nonna, ma la prozia. E poi, così tanto per una puntura! Quando la donna al telefono mi ha accennato ai gioielli le ho detto che ho solo la catenina e che anche se ne avessi avuti non li avrei di certo dati a lei”. Circa un mese fa, lo stesso tentativo di truffa era stato tentato per ben due volte nello stesso pomeriggio; una delle due signore chiamate era la mamma del sindaco di Robecchetto, Giorgio Braga. Ciò che davvero appare inquietante è che in quest’ultimo caso, chi chiamava conosceva bene i nomi dei familiari della donna. Il sospetto è che in paese agisca una banda ben organizzata, che lavori con l’obiettivo di carpire informazioni tra le persone che parlano tra loro in strada, al bar o negli esercizi commerciali, e poi magari segue la vittima prescelta fino a casa per vedere dove abita e con chi. La 90enne non ha profili social dai quali ottenere informazioni sui suoi parenti e, da quanto si è appreso, neppure i suoi famigliari. Il mistero, quindi, rimane.

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