“Abbiategrasso come la vuoi tu”: nasce il laboratorio civico per costruire l’alternativa con idee e proposte

Un sabato mattina di sole al parco dell’Allea davanti alla stazione per parlare di verde, rinnovabili, data center, mobilità urbana e aree dismesse. “Abbiategrasso come la vuoi tu”: il laboratorio del civismo

di Ersilio Mattioni

ABBIATEGRASSO (MILANO) – Una bella mattinata. Veramente una bella mattinata, quella di sabato 6 giugno al parco dell’Allea. Sole, caldo, cittadini seduti ai tavoli all’ombra degli alberi, in uno spazio pubblico che negli ultimi anni è sembrato troppo spesso dimenticato e che, almeno per qualche ora, è tornato a vivere. È qui, davanti alla stazione, che si è svolto il secondo appuntamento di “Abbiategrasso, come la vuoi tu”, il percorso civico nato per immaginare il futuro della città e provare a trasformare il malcontento in proposta.

"Abbiategrasso come la vuoi tu": nasce il laboratorio civico per costruire l’alternativa

“Abbiategrasso come la vuoi tu”

Il primo incontro, sabato 23 maggio, era stato dedicato al tema “Una città sicura” e aveva riunito una trentina di persone attorno ai tavoli su sicurezza stradale, legalità, urbanistica di genere e accessibilità. Sabato 6 giugno, invece, il tema era “Una città verde”: Cer, data center, mobilità urbana e aree verdi. E la partecipazione è raddoppiata: più di 60 cittadine e cittadini hanno preso parte alla mattinata. Un segnale politico e civico da non sottovalutare, a un anno dalle elezioni comunali della primavera 2027 e in una città dove cresce l’insofferenza verso l’attuale amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Cesare Nai, al governo da dieci anni e finito assieme a un assessore e a un consigliere – nessuno è indagato – al centro delle polemiche anche per i rapporti emersi nell’inchiesta di mafia Hydra con il boss Paolo Aurelio Errante Parrino.

Non un partito, ma uno spazio aperto

“Abbiategrasso, come la vuoi tu” non nasce come partito politico, ma come spazio civico aperto. Lo dice con chiarezza la lettera aperta alla città, firmata dal gruppo promotore, che parla della necessità di “costruire uno spazio” e di farsi “promotrici e promotori di un nuovo protagonismo cittadino” per “stimolare l’orgoglio di questa città”. Non una semplice assemblea di protesta, dunque, ma un luogo dove raccogliere energie, competenze, idee e desideri. Perché, come scrivono i promotori, l’obiettivo non è organizzare “un momento di sola discussione”, ma dare vita a “uno spazio concreto di lavoro e confronto”, con “tavoli aperti, idee che prendono forma, visioni che si intrecciano”.

"Abbiategrasso come la vuoi tu": nasce il laboratorio civico per costruire l’alternativa
Anna Cazzulani, ideatrice dei tavoli tematici

Il metodo dei tavoli

Il metodo è uno degli elementi più interessanti del percorso ideato da Anna Cazzulani, il cui ruolo è centrale nella nascita e nella costruzione di questi appuntamenti. I cittadini non assistono passivamente a un comizio, ma si dividono in tavoli tematici. Ogni tavolo ha un table leader, che coordina la discussione, disciplina gli interventi, trova una sintesi e annota proposte e idee. Materiale prezioso per chi, nei prossimi mesi, vorrà impegnarsi attivamente nel governo della città. Sabato 6 giugno i table leader erano Chiara Porati, Alberto Bosoni, Andrei Lacanu e Ilaria Neirotti.

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Andrei Lacanu

Aree verdi, tecnologie e futuro

Chiara Porati ha lavorato sul tema delle aree verdi, puntando l’attenzione non solo sulla loro riqualificazione, ma soprattutto sulla loro gestione: perché i parchi e gli spazi pubblici non devono essere soltanto sistemati una volta ogni tanto, ma devono vivere, essere curati, aperti, accoglienti e realmente attraversati dai cittadini. Alberto Bosoni ha invece provato a immaginare la città del futuro: non una città che non rimpiange un passato pretecnologico, ma una città capace di coniugare la tutela del territorio con le nuove tecnologie, utilizzate per offrire servizi e migliorare la qualità della vita.

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Chiara Porati

Rinnovabili e aree dismesse

Il tema delle fonti rinnovabili è stato affrontato da Andrei Lacanu, consigliere comunale d’opposizione che in questi anni ha fatto sentire la propria voce su urbanistica, ambiente, legalità e lotta alle mafie. Lacanu ha illustrato un piano possibile per una città che, su questo fronte, appare ancora molto indietro. Un tema decisivo, perché la transizione energetica non è più una parola da convegno, ma una scelta concreta di governo locale. Ilaria Neirotti ha invece avviato una riflessione importante sul destino delle aree dismesse, altro nodo fondamentale per Abbiategrasso: luoghi vuoti, sospesi, spesso lasciati al degrado. Luoghi che possono diventare occasioni di rigenerazione urbana oppure restare ferite aperte nel tessuto cittadino.

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Ilaria Neirotti

La città prende forma

Nelle parole dei table leader, sintesi dei contributi arrivati dagli abbiatensi seduti ai tavoli, è come se la nuova Abbiategrasso cominciasse a prendere forma. Una città più verde, certo, ma anche più intelligente, più curata, più capace di usare le tecnologie senza sacrificare il territorio. Una città che prova a interrogarsi sul data center, sulla mobilità urbana, sulle aree verdi, sulle fonti rinnovabili e sugli spazi abbandonati non con slogan, ma con proposte. È questo il punto politico dell’iniziativa: passare dalla lamentela alla costruzione, dalla protesta alla responsabilità, dal malcontento diffuso a un’idea concreta di città.

Il gruppo promotore

A promuovere il percorso sono Simona Barranca, Alberto Bosoni, Anna Cazzulani, Manola Bonsignore, Enrico Cerri, Marta De Chiara, Paolo Gruppo, Andrei Lacanu, Giulia Maniscalco, Sara Paoletti, Chiara Porati e Daniele Villa. Nella lettera aperta alla città spiegano che Abbiategrasso conserva “energie, storie, competenze e desideri” che hanno bisogno dello spazio giusto per emergere. E aggiungono una frase che riassume bene il senso dell’intero percorso: “una città cambia davvero quando le persone che la abitano iniziano a pensarla – e a farla – insieme”.

"Abbiategrasso come la vuoi tu": nasce il laboratorio civico per costruire l’alternativa

I prossimi appuntamenti

Il percorso non si ferma qui. Dopo gli incontri del 23 maggio e del 6 giugno, restano altri due sabati all’Allea, sempre al mattino. Il 20 giugno si parlerà di “Una città viva”, con al centro multiculturalità, disagio giovanile e intergenerazionalità. Il 27 giugno sarà invece la volta di “Una città per bambini/e”, con un confronto su supporto alle famiglie e spazi per bambine e bambini. Quattro appuntamenti, quattro temi, un obiettivo: immaginare Abbiategrasso e cominciare a costruirla con la forza delle idee, passo dopo passo.