Accuse ai bar di Magenta: “Evasori fiscali che sfruttano i dipendenti sottopagati”

Pesanti accuse ai bar di Magenta. A parlare è un ex dipendente (GUARDA IL VIDEO), che ha svolto il ruolo di barista e cameriere per anni: “Vi lamentate di tutto e di tutti, ma non dite nulla degli straordinari pagati in nero, dei mancati controlli della Guardia di finanza e di tutto il cash che avete fatto”

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – E’ una bomba il post di P.V., ex barista e cameriere di un locale del centro di magenta. Le sue pesantissime accuse (GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA) ai bar della città rimbalzano sui social e raccolgono poche critiche e molti plausi. Inevitabile che si apra un dibattito, chiamando in causa vecchi vizi italici mai abbandonati: il lavoro nero e l’evasione fiscale.

Il post su Facebook dell’ex barista di Magenta

La testimonianza

“Ho fatto il barista dal 2015 al 2018, dopo anni di imbianchino. Per conto mio – scrive P.V., prima di entrare nel vivo delle accuse ai bar – mi sono pagato svariati corsi. Ho cominciato facendo il gelato in laboratorio, per poi passare sul banco alla macchina del caffè. Con l’esperienza ho cominciato a stare anche in sala e piano piano sono arrivato a ricoprire tutti i posti che si potevano ricoprire”.

Lavoro nero

Prima delle accuse ai bar, una premessa: “L’ho conosciuto il settore, ci sono stato dentro fino al collo: 6 giorni di lavoro alla settimana, ovviamente sabato e domenica compresi. Pensare di fare un weeekend è cosa più unica che rara”. Poi la prima bordata: “Le condizioni di lavoro si conoscono: straordinari pagati a 6 euro l’ora, ovviamente in nero quando venivano pagati. Già, perché se il turno finisce alle 16 ma c’è gente, allora vai via alle 16,30 e non pensare di poter chiedere (il pagamento di quella mezzora in più, ndr)”.

Stipendi bassi

P.V. diventa più specifico: “La stipendio base è di 1.100 euro, a 38 anni. Contratto di lavoro da cameriere, ma al posto che fare il cameriere fai il barista, fai le pulizie, fai gli ordini, fai cassa e poi, solo poi, fai il cameriere”. Le accuse ai bar sono tante: gli straordinari non pagati, i salari da fame, l’oggetto del contratto e, naturalmente, il cassetto che si riempie anche di soldi in nero.

Mancati controlli

“Oggi giustamente – insiste l’ex barista – molti di voi sono in difficoltà e criticano a spada tratta tutto e di più. In parte lo posso anche capire, ma c’è un limite. Come mai, in tutti questi anni, non ho mai sentito i gestori dei locali lamentarsi dei mancati controlli della Finanza? O dell’assenza di controlli da parte dei Comuni sull’occupazione del suolo pubblico, che spesso non viene rispettata?” E ancora: “Non vi siete lamentati di tutti i soldi cash che avete potuto fare”.

“Avete approfittato della situazione”

“È comodo oggi – chiosa P.V. – lamentarsi della situazione, dire che lo Stato è assente e che dà pochi soldi. Ma la verità è che fino a ieri avete potuto approfittare della situazione. Troppo comodo così. Ora è il momento di resistere, non di lamentarsi. Nella merda ci siamo tutti, non solo voi”.

LA VIDEO-INTERVISTA CON L’EX BARISTA PAOLO VALLARELLA