Busto Garolfo, l’ex sindaco Pirazzini dice addio alla politica: “Sono fuori dai giochi”

Addio alla politica. L’ex sindaco Angelo Pirazzini, attuale leader dell’opposizione, si ritira dalla vita pubblica. Alle elezioni mancano 8 mesi, centrodestra ancora senza candidati

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Addio alla politica. L’ex sindaco Angelo Pirazzini (in foto), attuale leader dell’opposizione, annuncia il suo ritiro dalla vita pubblica. Ha già comunicato le sue dimissioni da consigliere comunale alla sindaca Susanna Biondi e al presidente del parlamentino locale Francesco Binaghi. A breve la comunicazione ufficiale.

Addio alla politica

Sindaco dal 2009 al 2014, consigliere comunale nelle due successive legislature e leader del centrodestra locale, Pirazzini è stato un politico anomalo ed è stato soprattutto un uomo libero. Ha detto di no ai potenti locali, quando lo hanno ricattato. Ha detto di no alle scorciatoie.

Il ricatto dei partiti

Ha avuto un’unica debolezza, quando nel 2019 si è fatto sedurre dalle sirene dei partiti, che gli hanno offerto i propri simboli in cambio di poter scegliere i nomi della lista. Lui era il candidato sindaco e fu una debacle. Se si fosse presentato con la sua lista civica (Nuovi Orizzonti) avrebbe fatto molto meglio.

Nuovi progetti di vita

Ma questo ormai è il passato. E Pirazzini non avrà più ruoli in politica, neppure l’anno prossimo, quando ci saranno le elezioni: “Non sarò in campo. In questa fase della mia vita ho nuovi progetti e altre priorità. Mi manca il tempo da dedicare alla politica e non sarebbe giusto continuare”.

“Non in prima persona”

E se nel 2024 la candidata sindaca sarà Patrizia D’Elia, non le darà una mano? “Certo che sì. Politicamente, io e Patrizia siamo cresciuti insieme. Se il gruppo me lo chiederà, non mi tirerò indietro. Ma non in prima persona”.

“Fare il sindaco è più bello che fare il deputato”

Una volta Pirazzini disse che fare il fare il sindaco è più bello che fare il parlamentare. Lo conferma oggi, dopo il suo addio? “Assolutamente sì. E’ stato un privilegio essere sindaco di questo paese. Non avrei mai cambiato il mio ruolo di sindaco neppure con quello di ministro. Ora, nella mia vita, non c’è più spazio per la politica e non nego che questo mi amareggi. Porto con me tanti ricordi e tante soddisfazioni”. Sono più le soddisfazioni dello stress e delle arrabbiature? “Molte di più, non c’è paragone”.