La figlia è lesbica ma i genitori non lo accettano. Secondo la Procura di Busto Arsizio, per anni, una ragazza di 15 anni di Arconate, nel Milanese, avrebbe subito le botte del padre e l’indifferenza della madre. In un’occasione il papà avrebbe versato dell’acqua santa addosso alla figlia e le avrebbe sbattuto la testa contro il muro

di Redazione

ARCONATE (MILANO) – L’accusa sembrava fragile. Ma nei giorni scorsi il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Busto Arsizio, Stefano Colombo, ha rinviato a giudizio i genitori di una 15enne di Arconate, nel Milanese. La figlia aveva accusato mamma e papà di averla “insultata e picchiata perché lesbica”. Ora i coniugi subiranno un processo e dovranno difendersi dal reato di maltrattamenti in famiglia.

Gli insulti e le botte

La vicenda risale al luglio 2021. All’epoca Silvia (nome di fantasia) era stata allontanata dai genitori e trasferita, assieme alla sorella, in una comunità protetta. Il tutto dopo le indagini della Polizia locale di Milano, nucleo ‘Tutela donne e minori’. Quello che era emerso dal fascicolo della Procura appariva piuttosto sconcertante. “Almeno due volte la settimana – si legge nelle carte – il padre la percuoteva con pugni, sberle e calci, cagionandole lividi. Le diceva Sei una mezzasega, non farai mai niente. Finirai a pulire i cessi. Sei una capra, sei un’ignorante, non studi, mongoloide“.

L’acqua santa contro l’omosessualità

Un comportamento, secondo i magistrati, dovuto al fatto che il padre non accettava che la figlia fosse lesbica: “In più occasioni – scrivono i magistrati – il padre la definiva ‘sbagliata’, le rovesciava addosso l’acqua santa e una volta le ha sbattuto la testa contro il muro”. Secondo il Pm, anche la madre assumeva “atteggiamenti di deliberata indifferenza e ometteva di adottare condotte di protezione, nonostante la ragazza piangesse”.

L’incidente probatorio

A settembre 2021 la ragazza, sentita in aula in fase di incidente probatorio, sembrava aver ridimensionato le accuse nei confronti dei genitori, derubricandole in una certa misura a un abuso di mezzi di correzione. Eppure il giudice ha ritenuto che vi fossero elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio: si capirà quindi durante il processo, se l’impianto della Procura reggerà e se le prove a carico dei genitori saranno ritenute sufficienti, coerenti e univoche.

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La difesa                

I genitori della 15enne lesbica, assistiti dall’avvocato Roberto Grittini di Abbiategrasso, dovranno tentare di smontare la tesi della Procura e ridimensionare la portata delle accuse che arrivano dalla figlia. La vicenda era venuta a galla nel luglio del 2021. Secondo il pubblico ministero della Procura bustocca, Susanna Molteni, la ragazzina sarebbe stata costretta per mesi, forse per anni, a subire le violenze del padre e il disinteresse della madre.