Arconate, chiuso l’ambulatorio prelievi: riaprirà nella casa di riposo privata? Dubbi su tempi e costi

“Chiuderlo o tenerlo aperto è una scelta politica, non tecnica”: l’ex sindaco Andrea Colombo (che inventò l’ambulatorio prelievi nel 2015) invita alla trasparenza

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – L’ambulatorio comunale va verso la chiusura totale. La notizia – già comunicata dall’amministrazione – ha suscitato critiche e preoccupazione. Ma ora c’è una voce sempre più insistente che agita i cittadini: il servizio potrebbe riaprire sì, ma all’interno della casa di riposo privata della Fondazione Mantovani.

Nessuna comunicazione ufficiale

Al momento, nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dal Comune. L’assessora ai Servizi sociali tace, il sindaco pure. Intanto, in paese si fa strada l’ipotesi che l’ambulatorio non sia stato semplicemente chiuso, ma che si stia lavorando a una nuova soluzione privata, con condizioni e costi ancora da chiarire.

Dubbi su tariffe e accessibilità

Quanto costerà questo nuovo servizio? Avrà tariffe agevolate come in passato, con costi sostenibili secondo le modalità del Servizio sanitario nazionale oppure i pazienti dovranno affrontare spese più alte per una semplice visita? E saranno garantiti più giorni e più fasce orarie? Tutte domande che restano senza risposta.

Il silenzio del Comune

Nel frattempo, l’amministrazione comunale si dedica a feste, risotti, balli e karaoke. Nulla da dire sul valore della socialità e del divertimento, ma forse in paese ci si aspetta anche altro: ad esempio trasparenza e rispetto per i servizi pubblici.

L’ex sindaco Colombo: “Problema politico”

Fu proprio l’ex sindaco Andrea Colombo nel 2015 ad aprire l’ambulatorio prelievi, servizio che da subito risultò utile e molto apprezzato. Oggi Colombo dichiara: “Chiuderlo o tenerlo aperto è una scelta politica. Personalmente, ho constatato quanto il servizio fosse utile e apprezzato. Per questo l’amministrazione dovrebbe fare tutto il possibile per non chiuderlo. A meno che abbiano in mente altre cose, che al momento non sono note”. La nuova ‘riapertura’ (se mai ci sarà) sarà all’altezza o solo una toppa più costosa?