Arconate, la donna tra Vannacci e il Medioevo: foto, peso e taglia con lo stemma del Comune. Esplode la polemica

Miss Arconate, reazioni e polemiche. Stangalino: “A casa a fare i mestieri e in piazza a far vedere tette e culi”. Colombo: “Un modello culturale degradante”

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – Non contento di aver patrocinato il concorso e di aver preso posto in giuria insieme al vicesindaco Fabio Gamba, il sindaco Mario Mantovani, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha deciso anche di celebrare pubblicamente l’evento. Sul proprio profilo Facebook ha esultato: «Arconate ha la sua Miss», pubblicando alcune fotografie che lo ritraggono accanto alla vincitrice, Lisa Minelli di Bergamo. Che brutta caduta di stile: l’elezione di Miss Arconate con tanto di richiesta alle partecipanti di inviare fotografie, altezza, peso, taglia ed età. Tutto con lo stemma del Comune sul manifesto.

Mantovani e Gamba in giuria

Nessuno contesta alle ragazze il diritto di sfilare. Il problema è un’istituzione pubblica che classifica le donne attraverso le curve. Mantovani e Gamba erano persino in giuria per valutare le concorrenti — con quale competenza, poi? — rivendicando l’evento come vetrina per il paese. E, a giudicare dalle fotografie, il verdetto non ha neppure premiato quella che appariva la concorrente più bella. Ma questo, naturalmente, resta un giudizio soggettivo: proprio come soggettiva è stata la scelta della giuria. Durissima la reazione di Luciana Stangalino, già consigliera comunale: «In perfetto stile vannacciano. Donne, accorrete e date le misure giuste: a casa a fare i mestieri e in piazza a far vedere tette e culi».

Miss Arconate

«Un modello culturale degradante»

Nel 2026 siamo ancora a questo punto: giovanissime chiamate a sfilare per l’occhio mandrillesco del maschio alfa, secondo una certa cultura di destra che le vorrebbe madri e mogli oppure belle statuine da esibire. Sul tema si è espresso anche il capogruppo di Cambiamo Arconate, Francesco Colombo: «Assistiamo a riflessioni sul rispetto della donna. Poi, però, è proprio il Comune a promuovere una manifestazione in cui si elegge Miss Arconate. Un modello culturale piuttosto degradante, che non ci appartiene e che non dovrebbe essere certo promosso da un’amministrazione».

Colombo prosegue: «Da una parte si afferma che una donna deve essere valorizzata per capacità e talento; dall’altra si lega il nome del paese a un concorso che, inevitabilmente, pone al centro l’aspetto esteriore. Nessuna critica alle ragazze, che sono libere di vivere questa esperienza. La questione è il ruolo delle istituzioni». E conclude: «Ci chiediamo se questa sia davvero l’immagine che si vuole dare di Arconate e se questa fosse una priorità per il nostro paese. Noi pensiamo di no».

Chi ha paura di criticare il potere?

La polemica sul concorso apre anche una questione più ampia sul clima politico del paese. Fino al giugno 2024, i social network erano affollati di trombettieri, rosiconi e disagiati di varia natura. Tutti pronti ad attaccare l’amministrazione per due rifiuti abbandonati, per l’erba non tagliata, per una buca nell’asfalto o perché gli addetti alla raccolta non avevano ritirato l’umido o il vetro. Era sempre colpa del sindaco. Sempre colpa di chi, pro tempore, amministrava il paese. Poi, improvvisamente, lo scenario è cambiato. L’erba continua a essere alta, qualche volta i rifiuti non vengono ritirati e le buche nelle strade ci sono ancora, forse persino più di prima. Eppure nessuno osa più dire una parola. Perché? La risposta è semplice: oggi il potere ad Arconate incute timore. E allora i contestatori battono in ritirata. Che tristezza, che pena.