Falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri: sono queste le accuse che la Procura di Busto Arsizio muove contro gli agenti della Polizia locale di Arconate, l’ex comandante Marco Cardia e il vigile Massimo Castrucci, oggi in servizio a Vanzaghello

8 AGOSTO 2016

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – L’inchiesta sulla Polizia locale di Arconate non è ancora chiusa ed è probabile che settembre ci saranno clamorose novità. Per ora, sono indagati l’ex comandante Marco Cardia e l’agente Massimo Castrucci, oggi dipendente del comune di Vanzaghello. Le ipotesi di reato sono quelle degli articoli 479 e 490 del codice penale: falso ideologico commesso da pubblico ufficiale e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. Non sono del tutto chiare, al momento, le specifiche condotte che vengono contestate ai due agenti. Quel che è certo, invece, è che nel mirino della Procura di Busto Arsizio ci sono le multe comminate dai due vigili, il mancato inserimento nei computer, le licenze e i permessi rilasciati dalla Polizia locale. La notizia è arrivata in municipio a metà luglio, quando il Pubblico ministero Luigi Furno ha disposto un “accertamento tecnico non ripetibile” sui computer del comando della Polizia locale, posti sotto sequestro dalla Guardia di finanza di Legnano tra maggio e giugno.

Comune parte lesa

La Procura ha individuato il Comune di Arconate come parte offesa nel procedimento penale in corso. Questo significa che il magistrato ipotizza che l’amministrazione abbia subito un danno. La giunta dovrà ora nominare un avvocato di fiducia, che avrà il compito di assistere l’ente nei prossimi passaggi dell’inchiesta e nell’eventuale processo che potrebbe aprirsi a Busto Arsizio. Il sindaco, Andrea Colombo, ha utilizzato toni insolitamente duri. Il Comune sta valutando, in via cautelativa, una sospensione dal servizio dell’ex comandante Cardia: “Dopo i ripetuti accertamenti compiuti nelle scorse settimane dalla Guardia di finanza – spiega il primo cittadino – l’amministrazione comunale ha appreso dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio dell’esistenza di un procedimento penale in corso che vede indagati gli agenti Marco Cardia e Massimo Castrucci, entrambi arrivati ad Arconate durante l’amministrazione dell’ex sindaco Mario Mantovani. La Procura ha individuato il Comune di Arconate, dove dal 2014 è cambiato il colore politico della giunta dopo 13 anni, come parte offesa. L’Amministrazione – continua il sindaco – è già in contatto con i propri legali di fiducia al fine di valutare al meglio tutte le possibili azioni da intraprendere a tutela dell’ente, tra cui la sospensione temporanea dal servizio dell’agente Marco Cardia, oggi ancora in forza al comando unificato di Busto Garolfo e Arconate. E’ troppo presto – conclude Colombo – per fare valutazioni sul merito dell’inchiesta, e ovviamente ci auguriamo che gli indagati riescano a chiarire le loro posizioni. Tuttavia l’amministrazione intende garantire fin da ora che, nel caso in cui venissero confermate condotte che hanno danneggiato l’ente, il Comune agirà con la massima fermezza e severità”.

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L’origine dell’inchiesta

L’inchiesta nasce da lontano. Bisogna tornare indietro fino all’autunno 2015 per capire meglio origine, retroscena e protagonisti dell’ennesimo terremoto giudiziario che travolge il comune di Arconate e la Polizia locale. Siamo al 18 settembre 2015, quando diventa pubblico il caso della pizzeria ‘Pantera 18’, oggi chiusa. La titolare, Maura Gaspardi, presenta un esposto alla Polizia locale: si sente raggirata dagli ‘Amici delle Feste’, il cui presidente è il figlio del sindaco, Francesco Colombo, per via di alcune incomprensioni su un contributo economico per la stagione estiva appena conclusa. Quella denuncia fa il giro di mezzo mondo e finisce in Procura e in Guardia di finanza, anche se in municipio non si troverà mai. La cercano in tanti, non la trova nessuno. E’ il 29 ottobre quando il Comune avvisa Colombo che, agli atti, non risulta nulla. Dov’è il documento? Da chi è stato raccolto? Perché non è stato protocollato, così come richiede la procedura? Il giallo s’infittisce: Francesco Colombo, che nel frattempo ha chiarito la posizione degli ‘Amici delle Feste’, presenta una denuncia ai Carabinieri. Vuole vederci chiaro e andare fino in fondo, nel mirino c’è l’operato dei vigili arconatesi. Il sospetto è che ‘Pantera 18’ sia solo l’ennesimo pretesto per scatenare la solita guerra mediatica e politica: sullo sfondo, sempre i soliti dissidi e le tensioni tra i due agenti e l’amministrazione comunale, ‘colpevole’, si fa per dire, di voler far pulizia e di riportare il Comando a un livello di efficienza. A fine novembre i sospetti iniziano a diventare certezze: in comune l’esposto davvero non c’è, eppure viene pubblicato in maniera integrale da un settimanale di Rho. Com’è possibile che ce l’abbia un giornalista e in municipio non ve ne sia traccia? Dopo 5 mesi, la palla passa in mano alla Guardia di finanza, davanti alla quale gli ‘Amici delle Feste’ chiariscono la loro posizione.

La svolta nelle indagini

Ed è lì che l’inchiesta arriva a una svolta: dopo che il ‘caso Pantera 18’ si sgonfia, sotto i riflettori dei finanzieri legnanesi e della Procura bustocca finisce proprio l’operato di Cardia e Castrucci. Saranno almeno 7, tra inizio maggio e fine giugno, i blitz dei ‘Canarini’ nel comando arconatese. Vengono sequestrati i fascicoli delle multe, licenze e altri amministrativi, computer. Il Pubblico Ministero sente, come persone informate sui fatti, diversi dipendenti del comune e, in ultima battuta, il sindaco Colombo. Al centro dell’inchiesta il mancato inserimento dei verbali delle contravvenzioni nei computer e, in generale, le presunte negligenze nella gestione del comando di Polizia locale.

Le perquisizioni

Oltre ai blitz in comune, la Guardia di finanza si presenta anche a casa dei due vigli, Cardia e Castrucci, dove vengono sequestrati i computer privati dei due agenti: a Saronno per Cardia e a Cuggiono per Castrucci. Perché sequestrare persino i pc personali in un’indagine per illeciti amministrativi, con le accuse di falso materiale e occultamento-soppressione di documenti? L’impressione è che l’inchiesta della Procura di Busto Arsizio potrebbe presto estendersi e potrebbe, di conseguenza, riservare qualche ‘sorpresa’. Staremo a vedere.