L’ex candidato sindaco di Arluno, nel Milanese, si è trasferito a Milano per motivi professionali. Alcune voci però lo danno pronto a tornare in paese per le elezioni 2024. L’avvocato ci pensa, intanto punge il suo partito: “La Lega deve riconnettersi con il territorio”

25 OTTOBRE 2021

di Francesco Bagini

ARLUNO (MILANO) – La voce circola e qualcuno ci scommette pure: Filippo Di Benedetto si sta dando da fare per formare una nuova squadra per le elezioni 2024, con la quale candidarsi a sindaco di Arluno come avvenne nel 2014. L’avvocato arlunese, classe 1983, è da sempre iscritto alla sezione locale della Lega. Ora però si è trasferito a Milano e ai microfoni di ‘Libera Stampa l’Altomilanese‘ si presenta in bicicletta.

Avvocato Di Benedetto, non sarà diventato un fan delle piste ciclabili di Beppe Sala tanto criticate dal suo partito?

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“No, evito quante più multe possibili (ride, n.d.r.). In verità a Milano e altrove si è persa una ghiotta occasione. Il centrodestra esce male da questa tornata elettorale”.

Arluno è solo un ricordo per lei adesso?

“Non ho dimenticato il mio paese, che tra i primi cittadini ha avuto anche mio nonno. Anzi, ho ripreso ad allenarmi nell’Atletico Arluno, purtroppo in un impianto inadeguato per gli spettatori. Inoltre sto seguendo lo scontro sul centro polivalente: la giunta poteva ambire a un’opera di più ampio respiro dato il cospicuo avanzo nelle casse dell’ente”.

Quindi tornerà ad Arluno come candidato sindaco?

“Mi sto occupando del progetto 2024, è vero, ma per il nome del candidato è presto. Comunque non ne faccio una questione personale”.

In che senso?

“Mi interessa creare un gruppo inclusivo, poi penseremo al leader. Un profilo vincente potrebbe essere quello di una donna, di più non dico”.

Nel 2019 lei fu severo con il centrodestra arlunese.

“Ebbi ragione. Tuttora Luigi Alfieri è inesistente, mentre Nella Corrado, al di là di alcune gaffe iniziali, sta lavorando con impegno”.

Torniamo alle amministrative 2021: la Lega a Corbetta con Marco Ballarini ha compiuto lo stesso errore commesso nel 2019 ad Arluno con lei, quando il partito si oppose alla sua candidatura a primo cittadino?

“Per certi versi è un film già visto. Ballarini era l’uomo giusto eppure il partito ha preso un’altra strada. La Lega deve tornare a connettersi con il territorio. È sterile assecondare certe battaglie ideologiche e organizzare sfilate politiche alla vigilia del voto. Prima vanno affrontati in modo concreto i problemi della gente, l’attuale pandemia lo insegna. Questo voglio che sia lo spirito con cui lavorare in ottica 2024”.

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