Arluno, mafia e droga: Riitano è di nuovo latitante. Il boss di Area 51 scappa dalla comunità

Il narcotrafficante della ‘ndrangheta, legato alla cosca Gallace, gestì per anni la base di Arluno. Condannato, Riitano uscì dal carcere per motivi di salute e fu mandato in una comunità terapeutica a Nola, dalla quale è fuggito

di Ersilio Mattioni

ARLUNO (MILANO) – Francesco “Ciccio” Riitano, detto anche “il Generale”, è di nuovo latitante. Il narcotrafficante legato al clan Gallace di Guardavalle, per anni radicato ad Arluno e considerato uno dei protagonisti del grande traffico internazionale di cocaina ricostruito nell’inchiesta Area 51, è sparito dalla comunità terapeutica di Nola, in Campania, dove era stato trasferito per motivi di salute. A fine luglio i carabinieri si sono presentati nella struttura per notificargli una nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria, ancora una volta per un’inchiesta sul traffico di sostanze stupefacenti. Ma Riitano non c’era più. Le ricerche sono scattate immediatamente, senza esito. Alla fine si è dovuto prendere atto della realtà: il 46enne è fuggito.

Il trasferimento in comunità nonostante il rischio di fuga

La vicenda è destinata a far discutere anche per le modalità con cui Riitano era arrivato nella struttura campana. Dopo alcuni anni trascorsi in carcere, anche a Siracusa, il narcotrafficante era stato trasferito in una comunità terapeutica per ragioni legate alle sue condizioni di salute. Una decisione assunta nonostante l’opposizione della Procura, che aveva evidenziato proprio il possibile pericolo di fuga. Un timore che, alla luce di quanto accaduto, appare tutt’altro che infondato. Quando i militari sono arrivati per eseguire il nuovo provvedimento cautelare, Riitano aveva infatti già fatto perdere le proprie tracce.

La nuova indagine: traffici tra Italia e Nicaragua

Il nuovo arresto era stato disposto nell’ambito di un’altra indagine sul narcotraffico. Secondo l’ipotesi accusatoria, Riitano avrebbe avviato anche durante la detenzione un nuovo commercio illecito di sostanze stupefacenti tra Italia e Nicaragua, insieme a un compagno di cella. Per l’uomo che per anni avrebbe trattato direttamente con ambienti del narcotraffico internazionale, dunque, la detenzione non avrebbe interrotto del tutto i rapporti e gli affari nel mondo della droga. Ed è proprio mentre correva il rischio di tornare nuovamente in carcere, “Ciccio” Riitano è riuscito ancora una volta a sparire.

Area 51, la base della ’ndrangheta ad Arluno

Il nome di Riitano è legato indissolubilmente ad Area 51, una delle più importanti operazioni antidroga condotte negli ultimi decenni contro la criminalità organizzata nell’Altomilanese. L’inchiesta aveva ricostruito l’esistenza di un gruppo di narcotrafficanti legato alla ’ndrangheta e in particolare agli uomini del clan Gallace, capace di muovere ingenti quantitativi di cocaina su scala internazionale.

La base logistica era ad Arluno, all’interno di una vecchia e fatiscente corte lombarda di via Martiri della Libertà. Un luogo apparentemente anonimo, rimasto per anni fuori dai riflettori, al punto da suggerire agli investigatori il nome “Area 51”, come la celebre base militare americana nel deserto del Nevada. Da Arluno il gruppo avrebbe gestito rapporti e traffici che si estendevano dal Sudamerica alla Calabria e alla Lombardia, con ramificazioni anche in altri Paesi dell’Europa del Nord, tra cui Germania e Olanda. Una vera e propria holding del narcotraffico, capace di muovere milioni di euro e grandi partite di cocaina. La vicenda è stata ricostruita anche nel libro “Area 51, la grande inchiesta sulla droga”, dedicato proprio alla presenza dei narcotrafficanti della ’ndrangheta nell’Altomilanese e allo sviluppo dell’indagine.

Anche nel 2017 Riitano riuscì a scappare

La fuga di oggi ha un precedente quasi identico. All’alba del 23 maggio 2017, quando il Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano fece scattare il blitz di Area 51, gli arresti dovevano essere 21. I militari ne eseguirono 20. A mancare all’appello era proprio Francesco Riitano. Il presunto capo della rete aveva intuito o comunque evitato l’arresto, dando inizio a una lunga latitanza. Mentre gli altri componenti del gruppo finivano in carcere, Riitano scomparve e per oltre due anni riuscì a sottrarsi alle ricerche. Nel frattempo anche la sua famiglia lasciò Rogorotto, frazione di Arluno, dove viveva in una villetta di via San Francesco d’Assisi, successivamente finita nelle procedure patrimoniali e poi confiscata alla criminalità organizzata.

Arrestato nel 2019 in vacanza a Giardini Naxos

La prima latitanza terminò il 21 agosto 2019, in Sicilia. I carabinieri individuarono Riitano a Giardini Naxos, dove si trovava insieme alla famiglia in una villetta presa in affitto utilizzando il nome falso, decisamente poco credibile, di “Cicciariello Andreacchio”. Anche in quell’occasione Riitano tentò di fuggire. Quando si accorse dell’arrivo dei militari provò a calarsi dal balcone in mutande, ma venne raggiunto e arrestato. Da allora erano trascorsi anni di detenzione, fino al trasferimento nella comunità terapeutica di Nola. Adesso la storia sembra ripetersi. Un nuovo provvedimento per droga, i carabinieri che arrivano per arrestarlo e “il Generale” che non si trova più. A nove anni dal blitz di Area 51, Francesco “Ciccio” Riitano è nuovamente un uomo in fuga.