Arluno – Ossona, Lega: pace fatta alla cena di Natale con Bossi ad Arluno

Le due appartenenti al carroccio, Preti e Porrati, per la prima volta dopo mesi insieme in pubblico

18 DICEMBRE 2015

di Lucrezia Cantarello

ARLUNO (MILANO) – Si è tenuta lo scorso 6 dicembre la tradizionale cena di Natale della Lega Nord ad Arluno. In un noto ristorante si sono riuniti diversi militanti dell’Altomilanese insieme a personaggi come Umberto Bossi e Fabrizio Cecchetti. Direttamente dalle schiere ossonesi hanno preso parte alla cena anche l’assessore leghista alla Sicurezza Monica Porrati e la blogger leghista Ilaria Preti. I contrasti tra le due sono ben noti e si protraggono da anni. In particolare, l’occasione in cui lo scontro si rese pubblico fu, nel 2014, la decisione di Porrati di entrare a far parte della lista civica Incontro, correndo al fianco dell’attuale sindaco Marino Venegoni. Porrati fu accusata da Preti di essersi sostanzialmente “venduta” in virtù della poltrona, tradendo l’ideale e il simbolo leghista. Scoppiò la polemica e Porrati rispose alle accuse evidenziando la sua posizione di vertice nella politica ossonese, passando poi al contrattacco affermando di essere lì per “realizzare qualcosa di concreto e positivo per Ossona, a differenza di qualcun altro capace solo d’insultare e fare polemica (Preti, ndr)”. Alcune settimane fa, la sezione della Lega Nord di Ossona-Casorezzo, internamente alla quale Porrati affiancava il segretario Italo Baietta nel direttivo, è stata commissariata. Più volte, già nei giorni immediatamente seguenti all’elezione del nuovo direttivo di cui comunque Preti faceva parte, Baietta ridimensionò il ruolo di Preti dichiarando: “Qualunque affermazione faccia Preti è solo un suo parere personale, non ha alcuna autorizzazione a parlare a nome della sezione”. Ora, visti i pregressi burrascosi di questa sezione del Carroccio, quali scenari si aprono in vista della prossima elezione del nuovo direttivo? La situazione è molto tesa. Preti e Porrati sono due ‘galli’ nello stesso pollaio, e i militanti che possono candidarsi sono soltanto sei. Riusciranno le due leghiste ad instaurare un dialogo per il bene della sezione, oppure si riproporrà, ancora una volta, la situazione di tensione che ha causato l’ennesimo commissariamento di sezione, un mese e mezzo fa? Riuscirà l’attuale commissario Mario Cavallin a riportare la calma nelle tormentate acque della Lega Nord ossonese? I riflettori rimangono puntati sulla questione.