L’uomo, residente ad Arluno, è uno dei 55 indagati nell’inchiesta sulla ‘locale’ di ‘ndrangheta a Rho. Ha usato come prestanome la figlia per reinvestire il denaro sporco. In paese, 6 anni fa, la maxi inchiesta sulla droga “Area 51”

di Ersilio Mattioni

ARLUNO-RHO (MILANO) – ‘Ndrangheta in paese, la Polizia di Stato esegue un sequestro preventivo (su richiesta dal Tribunale di Milano) a carico di un 48enne di Arluno, elemento di spicco della ‘locale’ della mafia calabrese di Rho.

‘Ndranghera in paese

Gli accertamenti patrimoniali hanno evidenziato come il 48enne arlunese si sia servito di sua figlia per acquistare a un’immobile all’asta. Per farlo ha utilizzato soldi sporchi, proventi di attività illecite svolte dall’uomo. La figlia, infatti, risulta priva di reddito ed è disoccupata.

Il sequestro

Il decreto di sequestro ha colpito la totalità del patrimonio riferibile al 48enne, composto da un immobile sito in Arluno, intestato alla figlia, oltre ai conti correnti dello stesso 48enne, di sua moglie e dei suoi figli. Il valore totale del sequestro ammonta a 240.000 euro.

La ‘locale’ di Rho

Il 48enne arlunese è uno dei 55 indagati nell’inchiesta “Locale di Rho”. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione e traffico di armi. Gli inquirenti hanno evidenziato la pericolosità sociale del sodalizio mafioso a Rho e nel territorio.

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

Il precedente

Non è la prima volta che Arluno e la ‘ndrangheta incrociano le loro strade. Nel 2015 proprio ad Arluno fu scoperta la base logistica di un’enorme organizzazione criminale, dedita al traffico di droga. Finirono in carcere – e furono successivamente processate e condannate – 21 persone, nell’ambito dell’inchiesta “Area 51”. Il capo dell’organizzazione, Francesco ‘Ciccio’ Riitano, riuscì a scappare, rendendosi latitante per 2 anni.