Vittuone, all’arrivo dell’arcivescovo Delpini, il parroco don Maurizio era ancora in casa: fedeli costretti a citofonargli

di Redazione

VITTUONE (MILANO) – Una giornata di festa, per la parrocchia di Vittuone, quella che si è svolta domenica 12 giugno. In occasione della fine dei lavori di restauro presso la chiesa parrocchiale, don Maurizio ha deciso di invitare l’arcivescovo Mario Delpini, per presiedere la messa di domenica alle 18. Un’occasione davvero unica, soprattutto per i cresimandi e gli animatori dell’oratorio estivo, istituiti del mandato del vescovo per intraprendere il loro percorso.

Parroco in ritardo

Peccato per la scarsa partecipazione dei fedeli: la chiesa era piena, ma tra le panche c’erano soprattutto animatori, cresimandi, figure istituzionali e i membri della corale. E peccato anche per un inconveniente che ha rischiato di rovinare la giornata. Quando Delpini è arrivato a Vittuone, infatti, non ha trovato il parroco don Maurizio ad accoglierlo. Il don, all’arrivo dell’arcivescovo era ancora in casa parrocchiale e alcuni fedeli hanno dovuto citofonare per avvertirlo e chiedergli di scendere. Alla fine della messa, Delpini non si è fermato al rinfresco organizzato per l’occasione, segno questo che probabilmente non ha gradito l’accoglienza riservatagli. Don Maurizio è già finito al centro delle polemiche diverse volte in questi anni di mandato a Vittuone. In primis per aver trasformato l’oratorio della Sacra Famiglia in un pollaio. E nelle scorse settimane per un battesimo spostato senza averne dato comunicazione alla mamma.

La presenza di don Antonio

In occasione della messa con Delpini, c’è stato un grande ritorno a Vittuone: quello di don Antonio Ercoli, per oltre 20 anni parroco di Vittuone. Fu proprio lui, alla fine degli Anni ‘90 a volere il restauro della chiesa parrocchiale. Don Antonio ha accolto con piacere l’invito a presenziare alla messa di domenica scorsa, con un augurio speciale: “Per fare di questo momento di chiusura del restauro non un momento vuoto, ma un momento di scoperta del bello, come parola nuova”. Sempre attuale e vicino ai fedeli, don Antonio.

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