Asm, Ballarini: “Se non cambia, chiude da sola”. Il sindaco di Corbetta affonda i colpi

“Asm va cambiata, ma non sono stato io a suggerire quella frase a Minardi”. Il sindaco di Corbetta Marco Ballarini (che sostiene il polo civico alle elezioni di Magenta) si lancia in previsioni sul ballottaggio, sul suo futuro politico e sul destino della città. Poi chiosa: “Non ce l’ho con i partiti, ma con questa classe dirigente: non è capace”

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – Il sindaco di Corbetta, Marco Ballarini, rompe il silenzio sul caso Asm e parla a tutto campo: le elezioni di Magenta, le previsioni sul voto, il rapporto con Silvia Minardi e il suo futuro politico. “Magenta deve cambiare. Ma se così non sarà, ne prenderò atto. E il giorno dopo telefonerò al nuovo sindaco per chiedergli di lavorare insieme”. Al di là dei toni distensivi, però, Ballarini non fa sconti “a una classe dirigente che ha dimostrato di non essere capace e che dovrebbe farsi da parte”.

Sindaco Ballarini, è scoppiata la bufera sulla frase di Silvia Minardi (candidata sindaca del polo civico) sulla chiusura di Asm. Che ne pensa?

“Intanto che non sono stato io a suggerire quella frase. Ho saputo che l’ha pronunciata, ma non so neppure in quale contesto. E’ una frase che va spiegata”.

L’occasione è stato un incontro a Pontenuovo. Si parlava della gestione del verde pubblico a Magenta, affidata ad Asm. E Minardi ha detto: “Se divento sindaco, chiuderò Asm”. Ma non è nel vostro programma?

“Sì, è un punto che abbiamo condiviso. Si parla di ‘dismissione di Asm’, se l’azienda non tornerà a funzionare bene”.

Per la verità, si parla di “dismissione di Asm” e basta. C’è altro che dobbiamo sapere?

“La mia opinione è chiara. Prendiamo dell’appalto del verde: funziona o non funziona? Oppure prendiamo le richieste dei comuni soci di Asm. Oggi vogliamo che l’azienda restituisca loro il capitale versato. Capitale che ammonta a 7 milioni, soldi parcheggiati nelle casse dell’azienda e non utilizzati. Oppure prendiamo gli appalti del calore e del cimitero di Corbetta. Li aveva Asm. Ora non più, perché aveva prezzi superiori del 30% rispetto ai valori di mercato”.

Il sindaco di Corbetta Marco Ballarini con Silvia Minardi per le vie di Magenta

Cosa vuole dire?

“Voglio dire che nel 2027 Asm non incasserà più i dividendi di Cap holding, perché termineranno i contratti in essere. E senza quei contratti Asm avrà i bilanci in rosso”.

Mancano ancora 4-5 anni. C’è tempo per pensarci, o no?

“Sì, ma intanto nessuno ci ha pensato. O Asm cambia oppure si chiuderà da sola”.

Ma la sfida di un sindaco è far funzionare le cose. Non è troppo semplice dire “Se una cosa non va, allora la chiudo”?

“Certo. Ma credo che la frase ‘Se divento sindaco, chiudo Asm’ vada letta in questo in senso. Cioè, se divento sindaco, ci metto la testa e provo a risolvere i problemi”.

Interpretazione ballariniana del Minardi-pensiero?

“Per me ‘dismissione di Asm’ vuol dire dismissione di questo modello di Asm”.

Le rimproverano di aver scelto – qualcuno dice “imposto” – il presidente di Asm, Elisabetta Lanticina. Però non è finita bene. Non sente di avere anche lei qualche responsabilità?

“Per carità, non nego che fosse il mio candidato. Ma è stata eletta dai sindaci e poi, onestamente, è credibile che i problemi di Asm siano colpa di un ex presidente, rimasto in carica un anno?”

Ci dica la verità, è lei il regista delle mosse di Minardi?

“No. Quest’idea che Minardi prende ordini da Ballarini non esiste. Oppure, che Ballarini vuole colonizzare Magenta per favorire Corbetta. La verità è che in questa campagna elettorale si sentono tanti slogan e zero proposte”.

Anche da voi però. Finora avete solo detto che quelli di prima hanno fallito. Ma le vostre proposte quali sono?

“Ce ne sono tante e passeremo la campagna elettorale a spiegarle ai cittadini. Però che gli altri abbiano fallito è sotto gli occhi di tutti. Lo dice lo stesso Luca Del Gobbo”.

In che senso?

“Beh, se il candidato sindaco del centrodestra (coalizione che ha governato la città negli ultimi 5 anni) parla di Rinascimento, vuol dire che Magenta è nel Medioevo oscurantista e deve rinascere. E allora, cosa ci fanno in lista quelli che l’hanno distrutta?”

I manifesti di Viviamo Magenta, la lista di Ballarini in appoggio alla candidatura di Minardi

Due assessori, però, furono indicati da lei?

“Sì, Alfredo Bellantonio (che restò in carica un anno) e Patrizia Morani. Ma gli assessori li nomina il sindaco. Per esempio, Bellantonio fu mandato via e al suo posto arrivò Laura Cattaneo. Lo decise Chiara Calati, io non toccai palla”.

Se non per rimediare, piazzando Bellantonio nel Cda della Farmacia di Corbetta. Non è vecchia politica questa?

“Alfredo è una persona in gamba, con tempo a disposizione. In questi anni abbiamo aperto la seconda farmacia e il servizio farmadrive. Non mi sembrano risultati da poco”.

Del Gobbo ha chiesto e ottenuto le mani libere sulla nomina della giunta, in caso di vittoria. Non basta come segnale di rinnovamento?

“No, perché si troverebbe in consiglio comunale tutti gli ex assessori. E non lo lascerebbero governare oppure lo manderebbero a casa”.

Chi andrà al ballottaggio?

“io credo che i tre poli – centrodestra, centrosinistra e civici – più o meno si equivalgano. In questo momento noi siamo ancora un po’ staccati. Ma se riusciremo a spiegare bene la nostra proposta, forse riusciremo ad andare al ballottaggio”.

Contro chi?

“Bella domanda. Secondo me, in questa fase, il centrosinistra è più forte del centrodestra. Enzo Salvaggio piace più di Luca Del Gobbo. E comunque Del Gobbo, anche se cerca di far credere il contrario, è l’erede di chi ha governato Magenta in questi anni. I cittadini lo sanno”.

Perché il sindaco di Corbetta si interessa tanto alle elezioni di Magenta?

“Sono nato a Magenta, sono cresciuto in questa città e tanti magentini mi hanno chiesto di occuparmene. Io credo che una Magenta più forte e più centrale sia un vantaggio per l’intero territorio”.

Lei, ormai, non è più solo il sindaco di Corbetta. E’ un politico del territorio, magari con ambizioni di andare in Regione o in Parlamento. Ma senza un partito di riferimento, come farà?

“Premetto che io non ho mai denigrato i partiti, che anzi sono importanti. Ho criticato l’attuale classe dirigenti dei partiti nel nostro territorio, che si è dimostrata incapace e che per questo dovrebbe ritirarsi”.

Ma il problema resta: con chi si candiderà Marco Ballarini?

“Vedremo. Magari con nessuno. Quando avrò finito il secondo mandato da sindaco di Corbetta, tornerò a fare il mio lavoro (Ballarini è un dirigente di Serravalle, ndr)”.

Sul serio, abbandonerà la politica? Ci dobbiamo credere?

“Se non ci saranno le condizioni per continuare, credo di sì. Nessuno mi ha ordinato di fare politica come mestiere. Intanto pensiamo a Magenta”.

E se il polo civico perde?

“Beh, dipende. Se arriva vicino al ballottaggio, senza nessun marchio di partito ma solo con liste di cittadini liberi, è già una vittoria”.

Luca Del Gobbo ha detto che, se fosse eletto sindaco, dal giorno dopo finirebbero le polemiche. Anche per lei è così?

“Certo. Chiunque diventerà sindaco di Magenta sarà un interlocutore del sindaco di Corbetta. Lo chiamerò appena dopo la proclamazione per chiedergli di lavorare insieme”.