Arluno, nel Milanese, ha detto addio a Gioacchino Paparella. Fu lui, 20 anni fa, a fondare in paese l’associazione che sostiene anziani e persone fragili

21 NOVEMBRE 2020

di Francesco Bagini

ARLUNO (MILANO) – A nemmeno un mese di distanza, Arluno, nel Milanese, dice addio a un altro dei suoi migliori servitori. Dopo la morte dell’ex sindaco Franco Pastori, a lasciare per sempre la comunità è stato il fondatore e presidente dell’Auser, Gioacchino Paparella.

“Infinito presidente”

Classe 1943, Paparella è scomparso domenica 15 novembre, all’età di 76 anni. Era ricoverato all’ospedale di Legnano, dove entrò a inizio settembre, per un male che lo tormentava dalla primavera. ‘Nino’, come era conosciuto da tutti, avrebbe ceduto il testimone della ‘sua’ Auser il 23 novembre. Se n’è andato prima, ancora da ‘numero 1’ dell’associazione. Non a caso il sindaco Moreno Agolli, nel suo messaggio di commiato, l’ha definito “infinito presidente“.

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Arlunese d’adozione

Paparella durante una festa dell’Auser

Paparella era nato a Cerignola, in provincia di Foggia, all’interno di una famiglia contadina. Una volta diplomatosi ‘salì’ al Nord. Trovò impiego a Olcella, alla ‘Rimoldi-macchine da cucire’. Nel frattempo, insieme alla moglie Teresa, incominciò a integrarsi nella realtà arlunese: si impegnò nel sindacato e in politica, vicino al Partito Socialista. Più in generale interagì con tutte le giunte comunali per il suo ruolo in Auser. L’associazione, che si occupa di anziani e fragilità, la fondò il 1° gennaio 2000: una delle sue passioni più forti.

“Un signore d’altri tempi”

Paparella aveva una forte sensibilità e uno spiccato pragmatismo nel farsi carico delle fragilità umane. Doti assimilate forse dalla società agricola d’origine e dal passato d’emigrante. Così racconta Emilio Belloni, amico fraterno e vicepresidente Auser: “In 20 anni da 6 volontari siamo saliti a 50; da un’auto a 4. Nel 2019 abbiamo macinato 70.000 km per trasportare i bisognosi. Nino era sempre un passo avanti. Organizzava gite e quando entrò in vigore l’Euro ci spronò a viaggiare per conoscere, diceva, i nostri vicini. Amava cucinare ed era elegante: un signore d’altri tempi“.

Natale 2019. Paparella alla cena dell’associazione. Alla sua sinistra la moglie Teresa e il sindaco Agolli. Dall’altra parte Kella Valentino e Luigi Romano, volontari Auser. In piedi Emilio Belloni

“Oggi aiutiamo noi, domani ci aiuteranno gli altri”

Nel suo saluto finale Agolli ha aggiunto: “Era un generoso donatore di tempo e di passione amorevole, esempio per chi vuol dare alla propria vita un significato vero“. Kella Valentino, presidente Pro loco e volontaria Auser, ha ricordato: “La sua filosofia era: oggi aiutiamo noi, domani ci aiuteranno gli altri. Era capace di farti innamorare del volontariato“. Sono queste alcune delle eredità di ‘Nino’ trasmesse ai figli Rossana e Giuseppe e a tutta la cittadinanza, riunitasi mercoledì scorso al funerale. Una comunità oggi più coesa anche grazie a Gioacchino Paparella.

Si ringrazia Damiano Carsenzuola per il contributo fotografico

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