Bareggio, dubbi sulla falda. Le opposizioni: “Chi controlla davvero l’acqua della cava?”

Dopo il consiglio del 26 febbraio le opposizioni chiedono monitoraggi indipendenti sulla falda, chiarimenti sulla ciclabile e tempi certi per la nuova convenzione

di Redazione

BAREGGIO (MILANO) – È la questione dell’acqua ad accendere il confronto politico sulla Cava di Bareggio. Con un comunicato congiunto diffuso dopo il consiglio comunale del 26 febbraio, le opposizioni — rappresentate da Mauro Foieni, Marco Gibillini, Davide Casorati e Max Ravelli — sollevano dubbi sul monitoraggio della falda acquifera e sulla gestione della nuova convenzione.

Il nodo del controllo sulla falda

Al centro del documento c’è il tema della falda acquifera sottostante l’area estrattiva. Nel comunicato si legge che “la falda acquifera sottostante all’area della cava — quella che interagisce direttamente con l’attività estrattiva — viene monitorata esclusivamente dai tecnici della società che scava”, senza “alcun controllo indipendente”. I firmatari precisano: “Non stiamo dicendo che ci sia un problema. Stiamo dicendo che nessuno lo sta verificando davvero”. La richiesta, avanzata anche in aula da Casorati, è l’attivazione di un sistema di monitoraggio “indipendente e terzo” sia sulla qualità dell’acqua sia sui volumi estratti.

Convenzione scaduta e Paur in attesa

Nel comunicato le opposizioni ricordano che la vecchia convenzione tra Comune e società è scaduta e che la nuova è in attesa del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur), procedimento che coinvolge diversi enti tra cui Regione, Città Metropolitana e Parco Sud. Secondo quanto riportato, l’iter “si è arenato dopo che la società ha optato per una valutazione negativa a seguito dei forti dissensi emersi nelle Conferenze di Servizi”. Una situazione che, sostengono Foieni e Gibillini, lascia la vicenda in una fase di stallo amministrativo.

Il divario sulla ciclabile

Tra le criticità evidenziate c’è anche la questione economica legata alla pista ciclabile tra via Bergamina e la strada di Acisago. La bozza di convenzione prevede 40.000 euro per la progettazione, ma l’opera completa sarebbe stimata “tra i 400.000 e i 500.000 euro”, espropri esclusi. “Chi coprirà il gap?”, si chiedono nel documento, sottolineando la distanza tra le risorse previste e il costo complessivo stimato dell’intervento.

Riqualificazione agricola e richiesta di trasparenza

Un ulteriore punto riguarda il progetto di riqualificazione agricola attraverso il reinterro delle aree scavate. Nel comunicato si legge che “lo stesso Sindaco ha ammesso di non conoscere casi analoghi riusciti nel territorio”. In aula, Casorati ha dichiarato: “Non abbiamo nessun reale controllo di parte terza su questa attività che sta sul no stro territorio da tanti anni. È un buco enorme nel nostro territorio e pare con non tantissimi controlli”.Le opposizioni chiedono quindi all’amministrazione l’attivazione immediata di un monitoraggio indipendente sulla falda, una risposta “pubblica e documentata” sul divario finanziario della ciclabile, tempi certi per lo sblocco del Paur e la specificazione dei materiali previsti per la riqualificazione morfologica. Il confronto sulla gestione del territorio resta aperto, in attesa di una replica ufficiale da parte dell’amministrazione comunale.