6 ore di discussione, ma l’amministrazione scarta proposte interessanti: posizioni di centrodestra?

di Francesca Ceriani

A Bareggio, quello che fa discutere, oltre al traffico beninteso, sono le luminarie natalizie. Questo quanto è emerso durante il consiglio comunale di venerdì scorso, durato più di 6 ore, dove sono stati presentati 20 emendamenti, ovvero modifiche alle variazioni di bilancio. Dei 18 proposti dalle opposizioni, la giunta ne ha accettati solamente 2: uno riguardante le luminarie e l’altro sulle associazioni culturali, entrambi presentati dalla Lega e dal suo capogruppo Silvia Scurati. L’amministrazione ha quindi scartato proposte interessanti, come quella del Movimento 5 Stelle sul reddito di autonomia comunale, che destina più risorse a chi è in difficoltà, l’emendamento di ‘Noi con voi’ e ‘In Volo’, che proponeva l’installazione di una centralina di analisi delle emissioni, in particolare sulla Statale 11 o la proposta presentata sia da Nuovo Centro Destra sia dalla Lega sull’aumento dei contributi all’oratorio di san Martino o, infine, quella di Monica Gibillini che proponeva di investire sul progetto ‘Dopo di noi’, che consente a giovani disabili di sperimentare un luogo diverso dalla propria casa. Niente da fare: le polemiche delle minoranze sono state diverse, ma come sempre l’amministrazione, spesso senza neanche rispondere alle accuse, non si è lasciata toccare dalle critiche e ha proseguito sulla propria strada. Come anticipato però sono stati approvati 2 emendamenti: il primo, quello sulle luminarie, era stato proposto anche da Ncd e Monica Gibillini, ma quello della Lega prevedeva un incremento minore rispetto agli altri, di soli 4mila euro, tolti dai 57mila euro che la giunta avrebbe voluto destinare per esigenze abitative. Questi 4mila euro si vanno ad aggiungere ai 6mila già spesi per le luci di Natale perché, a detta dei capigruppo delle liste sopra citate, “quelle finora installate non sono sufficienti per creare atmosfera natalizia”. L’altro emendamento approvato dal consiglio prevede l’aumento dei contributi alle associazioni culturali di 3mila euro, sempre tolti dai sopracitati 57mila euro. I contributi per le esigenze abitative quindi passano a 50mila euro, da destinare in piccola parte all’incremento del fondo affitti regionale rivolto ai privati, mentre gli altri serviranno a cancellare i debiti degli inquilini delle case Erp. 40mila euro invece saranno destinati, senza bisogno di presentare il proprio reddito, alle famiglie con figli nati da ottobre 2014 a ottobre 2015. La scelta di non richiedere l’Isee è stata sentita da molti come una deriva centrodestrista dell’amministrazione che premia solo le famiglie che hanno fatto figli quest’anno senza distinzioni di reddito, dimenticandosi, ancora una volta, delle altre.

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