Arconate – Bimba morta a 9 anni: la Procura apre un’inchiesta, disposta l’autopsia

La piccola Rebecca stroncata da una forte emorragia e da un arresto cardiaco: ricoverata al ‘Papa Giovanni XXIII’ di Bergamo, la bimba è deceduta dopo due giorni. Una settimana prima del malore in casa era stata operata all’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta per rimuovere tonsille e adenoidi. La madre: “Vi chiedo di darmi tempo e spazio, ho bisogno di vivere a modo mio questo immenso dolore e di trovare il mio modo per sopravvivere”

di Redazione

ARCONATE (MILANO) – Una bimba morta 7 giorni dopo un intervento “di routine” per togliere tonsille e adenoidi. Ci penseranno i magistrati a capire il perché della tragedia che si è consumata ad Arconate nella mattinata di lunedì 15 gennaio.

Bimba morta dopo un’emorragia: la Procura apre un’inchiesta

Un dramma inimmaginabile e incomprensibile, quello della morte di Rebecca Palermo, sulla quale la Procura ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati. Attorno alle 7 di lunedì 15 gennaio, poco prima di andare a scuola, la bimba ha accusato un malore in casa ed è stata soccorsa dalla madre. Subito i genitori hanno allertato la sala operativa del 112, che ha inviato sul posto ambulanze e automedica con la massima urgenza. Una volta arrivati, i soccorritori si sono resi conto immediatamente della gravità della situazione, tanto da richiedere l’arrivo dell’elisoccorso.

Il malore alla bimba in casa e la corsa disperata in ospedale

Rebecca era in arresto cardiocircolatorio e, dopo aver praticato le manovre di rianimazione – già iniziate dalla madre in attesa dei soccorsi – è stata scortata dalle forze dell’ordine fino all’elicottero, atterrato nella zona industriale al confine con Olcella. La bimba è stata trasportata all’ospedale ‘Papa Giovanni’ di Bergamo, dove è giunta in condizioni gravissime. Portata in sala operatoria, i medici hanno riscontrato un’emorragia massiva, all’interno di un quadro clinico già seriamente compromesso dall’arresto cardiaco.

Un paese sotto choc per la bimba morta

Rebecca ha lottato, ma non ce l’ha fatta. Il suo cuore ha smesso di battere attorno alle 12 di mercoledì 17 gennaio, gettando nello sconforto l’intera comunità. E mentre il paese, sotto choc, piange la scomparsa di una bambina di appena 9 anni, ci si interroga sulle cause di una morte così drammatica e improvvisa.

L’intervento per rimuovere tonsille e adenoidi: esiste una correlazione?

Un elemento, tra tutti, potrebbe essere significativo: la bimba era stata operata alle adenoidi e alle tonsille una settimana prima all’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta. Un intervento definito “di routine”, dopo il quale non si erano verificati problemi o complicazioni. Ora sarà l’autopsia sul corpo della piccola Rebecca, disposta dal Pubblico ministero, a fare luce sulle cause che hanno portato alla sua morte. Esiste una correlazione tra l’intervento eseguito a Magenta e il decesso o, invece, è stata una drammatica e imprevedibile fatalità? L’esame autoptico fornirà le prime risposte, poi toccherà ai magistrati valutare eventuali responsabilità penali.

Il supporto psicologico a scuola

Nel frattempo, in attesa che venga definita la data dei funerali della bimba morta, la Parrocchia ha organizzato un rosario in chiesa nella serata di mercoledì 17 gennaio, alla presenza di centinaia di persone. Compagni di classe, mamme, Amministrazione comunale, dirigente scolastico, amici, conoscenti e semplici cittadini hanno voluto pregare per Rebecca e per la sua famiglia. Dal canto suo la Scuola, in collaborazione con il Comune, ha già attivato i necessari percorsi psicologici per aiutare compagni di classe, insegnanti e famiglie a elaborare quanto accaduto.

L’amministrazione comunale: “Sei la figlia di tutti noi, ora per te non esiste più dolore”

Commovente il comunicato pubblicato dall’amministrazione comunale, che ha interpretato i sentimenti di sofferenza e dolore dell’intera comunità e si è stretta in un abbraccio attorno alla famiglia: “Rebecca, fiore pronto a sbocciare nello sconfinato oceano della vita, oggi sei come la figlia di tutti noi, incapaci di dare un senso a questo vuoto e trovare un perché. Ti immaginiamo con il tuo bel sorriso in un luogo dove non esiste più dolore, ma solo amore e cieli infiniti. Fai buon viaggio”.

La madre: “Dolore immenso, datemi tempo per trovare il mio modo per sopravvivere”

Strazianti le prime parole della madre, Elena, affidate ai social: “Grazie a chi è intervenuto quella mattina, grazie a chi ci ha permesso di arrivare velocemente a Bergamo, grazie all’equipe che si è fiondata su di lei per cercare di salvarla, grazie ai medici e agli infermieri, anche se a ogni colloquio non c’era mai una bella notizia. Grazie a don Alessandro che ha cercato di darmi conforto, al Sindaco Calloni e all’assessore Colombo che mi hanno contattata, alla dottoressa Oldani, alle maestre di Rebecca e a tutti quelli che in qualche modo mi sono stati vicini. Grazie per tutte le iniziative organizzate in onore di Rebecca, le ho veramente apprezzate. Ma la verità è che non posso essere grata di nulla! Ho perso un pezzo del mio cuore, della mia vita, mi si è aperta una voragine dentro che mi toglie il respiro. La vita non è stata clemente con me, in troppe occasioni. Vi chiedo di darmi tempo e spazio, ho bisogno di vivere a modo mio questo immenso dolore e di trovare il mio modo per sopravvivere”.