La Croce Bianca interviene in codice giallo. I carabinieri cercano di ricostruire l’accaduto attraverso eventuali testimoni presenti. Il 30enne rifiuta il trasporto in ospedale
BOFFALORA SOPRA TICINO (MILANO) – Un 30enne è stato aggredito nel tardo pomeriggio di oggi, sabato 4 luglio, intorno alle 18. Sul posto è intervenuta la Croce Bianca di Magenta in codice giallo, segno che le condizioni del giovane erano state giudicate serie. Le ferite, secondo i soccorritori, avrebbero richiesto il trasporto in ospedale, ma il ferito ha rifiutato di salire sull’ambulanza.
Il 30enne non ha voluto essere trasportato
La decisione di accettare o rifiutare il trasporto in ospedale spettava al diretto interessato. Il personale sanitario ha prestato le prime cure e avrebbe consigliato ulteriori accertamenti, ma il giovane non ne ha voluto sapere. Nessuno, in assenza di condizioni particolari, poteva obbligarlo a salire sull’ambulanza. Resta però da comprendere la reale entità delle ferite riportate durante l’aggressione.
L’aggressore è fuggito prima dell’arrivo dei carabinieri
Sul posto sono giunti anche i carabinieri della Compagnia di Abbiategrasso, chiamati a ricostruire quanto accaduto. L’uomo che avrebbe picchiato il 30enne si era però già allontanato poco prima dell’arrivo dei militari, facendo perdere le proprie tracce. Al momento non si conosce la sua identità e non è chiaro che cosa il ferito abbia raccontato ai carabinieri.
Non è chiaro se i due si conoscessero
Resta da chiarire anche se il 30enne e il suo aggressore si conoscessero già. L’ipotesi appare probabile, ma allo stato attuale non esistono conferme sufficienti per presentarla come un fatto certo. Non si sa neppure se il giovane abbia deciso di sporgere denuncia. Un elemento decisivo per stabilire quali margini investigativi potranno avere i militari, salvo che emergano circostanze tali da consentire di procedere d’ufficio.
Decisivi gli eventuali testimoni
Molto potrebbe dipendere dagli eventuali testimoni che hanno assistito alla scena. Le loro dichiarazioni potrebbero aiutare a chiarire come sia iniziata l’aggressione, quante persone fossero coinvolte e in quale direzione sia fuggito l’uomo. Per il momento, dunque, restano numerose domande senza risposta: chi ha colpito il 30enne, perché lo ha fatto e quale rapporto esistesse tra i due.





