In esclusiva per Libera Stampa l’Altomilanese, due ragazzi italiani e residenti in Gran Bretagna hanno deciso di raccontarci come si vive nell’immediato ‘post Brexit’. Per via di una clausola imposta dal parlamento di Westminster, l’accesso al referendum del Brexit era riservato soltanto ai cittadini britannici. Tuttavia, entrambi si sono fatti un’idea di che cosa è successo e succederà

25 GIUGNO 2016

di Lorenzo Rotella

EDIMBURGO (SCOZIA), LONDRA (INGHILTERRA) – Senza giri di parole, si tratta di un evento storico: il Regno Unito è fuori dall’Europa. Un milione di abitanti ha fatto la differenza: 51,9% contro 48,2. Secondo le statistiche, a votare per il ‘Remain’ sono stati soprattutto i giovani, figli di un’epoca sotto il segno dell’Europa unita; la maggioranza degli adulti, a partire dai 40 anni in su, hanno optato per il ‘Leave’, dimostrando che la politica euro-scettica di Nigel Farage ha fatto presa su una generazione ancora legata a principi di nazionalismo ben lontani da una moderna visione europea. Attraverso gli occhi e le orecchie di due italiani, che stanno vivendo questo momento sulla loro pelle, cerchiamo di comprendere cos’è accaduto e cosa accadrà.

Alessio, lo ‘scozzese’ anti-Europa e anti-Destra
Alessio Albanese è un ricercatore presso l’università di Edimburgo e vive in Scozia da sei anni e mezzo. Ci illustra senza esitare quale clima si respira nel suo paese adottivo: “La maggioranza degli scozzesi, pari a circa il 65 per cento, ha votato per rimanere in Europa. Ciò porterà a conseguenze importanti: dato che lo scorso settembre ci fu una votazione popolare per l’indipendenza della Scozia, non è da escludere che questo referendum possa ripetersi, donando ai cittadini la possibilità di scegliere se rientrare in Europa come nazione sovrana o restare nello United Kingdom”. Alessio analizza con onestà intellettuale ciò che sta accadendo in Gran Bretagna, esprimendo un concetto interessante: “Io non sono un sostenitore dell’Unione Europea, poiché ritengo che abbia un sistema anti-democratico e che non agevoli affatto la classe operaia. La Grecia è l’esempio lampante: nonostante i cittadini abbiano votato contro l’austerità, l’Europa ha infierito comunque sulla popolazione. Tuttavia, ciò che mi infastidisce davvero è che la maggior parte della gente si sia recata alle urne mossa dalla paura. Il pensiero degli inglesi è stato manipolato dall’estrema destra, bombardando la testa degli elettori con idee islamofobiche e contro l’immigrazione. Il vincitore non è il popolo, tanto meno quei rifugiati che ora avranno più difficoltà a stare qui. Chi ha vinto è la destra”. Alessio conclude la propria analisi con una visione pessimistica della realtà: “Cameron ha dato le dimissioni, non resta che attendere chi prenderà il suo posto. Le opzioni, però, sono tristi: l’estrema destra sta cercando di prendere il potere, bisogna stare molto attenti in questi mesi e capire che succederà”.
 
Gloria, la ‘londinese’ pro-Europa
Gloria Di Gregorio ha 22 anni, lavora e vive da diverso tempo a Londra come booking administrator in una compagnia che organizza corsi di lingua inglese nel Regno Unito e in altri paesi. Come molti giovani, anche lei non è favorevole all’uscita dall’Europa: “Sono contro il ‘Leave’, perché l’uscita dall’Unione Europea colpirà direttamente la mia situazione. Sento che questo cambiamento porterà verso la perdita di molti diritti, anziché al guadagno di altri. Ritengo che l’Out non sia negli interessi del popolo britannico e penso che se ne accorgeranno presto”. Gloria afferma che la città di Londra è visibilmente scossa dopo questo referendum: “Più che tristi o felici, i cittadini sono sorpresi. La maggioranza aveva votato per rimanere in Europa, mentre chi ha barrato ‘Leave’, dopo aver visto il crollo della sterlina, ci sta già ripensando. A tal proposito, sta circolando una petizione per chiedere un nuovo referendum”. Infine, Gloria effettua un bilancio della situazione inglese da qui a due anni: “In questo biennio il Regno Unito tratterà con gli altri paesi europei. Il nostro futuro dipende da questo, ma il processo sarà lungo. Tuttavia, in questo periodo non cambierà nulla e l’UK continuerà a far parte dell’Europa. Infatti c’è da dire che la votazione esprimeva solo una preferenza popolare, non le modalità con cui l’uscita sarebbe avvenuta. Inoltre, penso che gli elettori non abbiano scelto per ragioni economiche, come hanno voluto far credere i media, ma soltanto per motivi legati al nazionalismo e all’immigrazione”. Come per Alessio, anche secondo Gloria la realtà non tenderà a migliorare. Tuttavia, la ragazza appare fiduciosa: “Non sono convinta che la situazione migliorerà rispetto a ora. Tuttavia, dicono che i prezzi delle case diminuiranno e questo sarebbe buono, specialmente a Londra. Spero che tra UK e Italia vengano stipulati degli accordi che agevolino noi espatriati”.

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