Buscate, il pentito Bellusci: “Il consigliere Greco fece da ‘ponte’ tra i boss Cristello e Rispoli”. Lui nega: “Bugie”. Merlotti lo fa dimettere

Il collaboratore di giustizia descrive il capogruppo di maggioranza e sindacalista Uil come “ponte” tra due uomini della ’ndrangheta. Il sindaco Merlotti gli chiede un passo indietro, Greco si dimette, ma respinge ogni addebito: “Sono stato diffamato, ora querelo”. La Procura avvia gli accertamenti

di Ersilio Mattioni

BUSCATE (MILANO) – Il pentito Francesco Bellusci chiama in causa Giuseppe Greco, fino a oggi capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Buscate e sindacalista (responsabile territoriale della Uil trasporti), e racconta ai magistrati che avrebbe fatto da “ponte” e da postino tra i boss Giacomo Cristello e Santino Rispoli, portando ambasciate e organizzando contatti proprio per evitare che i due si incontrassero direttamente e potessero essere intercettati. Le dichiarazioni devono essere riscontrate e la Procura di Milano ha già avviato accertamenti anche su questo episodio. Intanto la vicenda produce un effetto politico immediato: il sindaco Fabio Merlotti, pur sottolineando che Greco non è indagato, gli ha chiesto un passo indietro e Greco si è dimesso da consigliere comunale. L’ormai ex capogruppo respinge però integralmente il racconto di Bellusci: «Non ho mai avuto, né potrò mai avere, nulla a che fare con sodalizi criminali».

Bellusci: “Greco era molto amico di Cristello”

Il racconto nasce dall’interrogatorio reso da Bellusci il 2 settembre 2026 nell’ambito dell’inchiesta Hydra. Il collaboratore di giustizia sta ricostruendo i rapporti tra Giacomo Cristello, figura di riferimento della ’ndrangheta nel Legnanese, e Santino Rispoli, parente di Vincenzo “Enzo” Rispoli, già capo della Locale di ’ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo e oggi detenuto al 41 bis.

Quando i magistrati gli chiedono chi organizzasse determinati incontri, Bellusci introduce la figura di Greco e lo descrive in maniera piuttosto precisa: «Questo Santino era molto amico di un tizio di Buscate, che è consigliere… fa parte dei consiglieri comunali di Buscate. Lui si chiama Greco, ha un Golf modello vecchio blu, molto amico di Cristello. Frequenta sempre il bar di Giacomo Cristello».

“Greco faceva da tramite per non essere intercettati”

È subito dopo che Bellusci attribuisce a Greco un ruolo preciso. Non una semplice conoscenza, secondo il suo racconto, ma una funzione di collegamento tra Cristello e Santino Rispoli. «Questo Greco faceva da tramite, senza che si parlavano diretti Cristello e Santino per non essere intercettati, per non avere collegamenti, sempre per i soliti fatti di indagine», mette a verbale Bellusci. E aggiunge: «Quindi il ponte tra i due era Greco che portava l’ambasciata a Santino, e Santino, sempre tramite Greco, a Giacomo Cristello».

Le dichiarazioni sono particolarmente delicate perché Bellusci attribuisce dunque a un esponente politico locale un presunto ruolo di intermediario tra uomini legati alla ’ndrangheta, che avrebbe avuto anche la funzione di evitare contatti diretti potenzialmente compromettenti dal punto di vista investigativo.

I soldi raccolti per Enzo Rispoli detenuto

Il contesto nel quale Greco compare nel verbale riguarda anche somme di denaro destinate a Vincenzo Rispoli, detenuto in carcere al 41 bis. Bellusci racconta che lui e Cristello avevano raccolto e consegnato denaro affinché arrivasse alla famiglia e servisse alle necessità di Rispoli. In una delle occasioni, Bellusci riferisce di aver portato insieme a Cristello 1.000 euro a casa di Santino Rispoli, dove sarebbe poi arrivata la moglie di Vincenzo Rispoli a ritirarli. In un secondo episodio parla invece di circa 1.500 euro e racconta nuovamente di un incontro a casa di Santino.

Anche in questo circuito di contatti, secondo Bellusci, Greco avrebbe svolto una funzione di collegamento. Alla domanda dei magistrati se fosse ancora lui a fare da tramite, Bellusci risponde senza esitazioni: «Sempre questo Greco, perché il contatto diretto tra Cristello e coso non ci sarà mai».

“Non ti preoccupare zio Già, da Santino passo quasi tutti i giorni”

Bellusci fornisce poi un altro particolare, riportando un dialogo che, secondo il suo racconto, sarebbe avvenuto nel bar di Buscate frequentato da Cristello. Dice di sapere del ruolo di Greco perché avrebbe assistito personalmente alle richieste del boss. «Lo so perché Greco quando veniva lì al bar, e quando gli ho dovuto mandare i soldi, Cristello gli ha detto: “Contatta Santino, vacci tu da Santino”». Bellusci attribuisce quindi a Greco questa risposta: «Sì, non ti preoccupare zio Gia’ che tanto ci devo passare da Santino che ci passo quasi tutti i giorni, vado a parlare con Santino e ti faccio sapere poi l’appuntamento quando te lo posso dare».

Sono dichiarazioni precise e circostanziate che, è bene ribadirlo, non equivalgono a fatti giudiziariamente accertati. Toccherà agli investigatori verificare il racconto del collaboratore di giustizia e stabilire se e quali riscontri esistano.

Un pentito le cui dichiarazioni hanno già trovato riscontri

Il peso della vicenda deriva anche dalla figura di Francesco Bellusci. Non è la prima volta che il collaboratore di giustizia fornisce indicazioni agli investigatori. Tra gli episodi già emersi ci sono le sue dichiarazioni relative ad armi custodite in una carrozzeria tra Buscate e Castano Primo, indicazioni che avevano portato a successivi riscontri investigativi.

Bellusci si è inoltre recentemente autoaccusato dell’incendio delle due auto della polizia locale di Robecchetto con Induno, raccontando di avere agito perché l’allora comandante Emidio Varrato stava indagando su di lui. Anche in quel caso aveva riferito di avere chiesto il permesso a Cristello, ottenendo il via libera. In un altro passaggio ha raccontato di avere progettato di sparare contro l’automobile del carabiniere Diego Dentico, progetto che Cristello avrebbe invece bloccato per il timore di attirare una massiccia reazione dell’Arma. Tutto ciò non rende automaticamente vere le dichiarazioni su Greco, che devono essere verificate una per una, ma spiega perché la Procura di Milano abbia aperto accertamenti anche su questo nuovo filone.

Merlotti chiede il passo indietro: Greco si dimette

La reazione politica a Buscate è stata immediata. Il sindaco di centrodestra Fabio Merlotti, esponente di Fratelli d’Italia, ha parlato con Greco e gli ha chiesto un passo indietro. Una scelta precauzionale: nessuna anticipazione di colpevolezza, anche perché Greco non risulta indagato, ma la volontà di tenere l’amministrazione comunale fuori dalla vicenda mentre magistratura e forze dell’ordine svolgono le proprie verifiche.

Merlotti affida a Libera Stampa una dichiarazione molto netta: «Abbiamo appreso delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Bellusci nell’ambito dell’inchiesta Hydra relative al consigliere comunale Greco con il quale mi sono subito confrontato. Il consigliere Greco, che nega ogni addebito, pur non essendo nemmeno indagato, si dimetterà dal ruolo di consigliere comunale. Fiducioso che il consigliere abbia l’opportunità di dimostrare al più presto la sua estraneità ai fatti che gli sono contestati, lo ringrazio per il lavoro svolto e per il senso di responsabilità che dimostra all’amministrazione e ai suoi elettori rassegnando le dimissioni pur non essendo nemmeno indagato. Tengo a sottolineare che i fatti dichiarati dal collaboratore di giustizia, che il consigliere nega siano veri, non hanno nulla a che fare con il ruolo di consigliere comunale e quindi in nessun modo avrebbero a che fare con l’Amministrazione della cui trasparenza e del cui operato garantisco personalmente al 100%».

È una linea che merita di essere sottolineata: garantismo nei confronti della persona, prudenza e rigore nei confronti dell’istituzione. Merlotti non liquida le parole del collaboratore come irrilevanti, non attacca magistratura e investigatori e non trasforma la vicenda in uno scontro politico. Chiede invece al proprio capogruppo di lasciare il consiglio comunale fino a quando sulla vicenda non sarà stata fatta chiarezza.

Greco: “Respingo ogni accusa o illazione”

Giuseppe Greco ha accettato la richiesta e annunciato le proprie dimissioni, ma contemporaneamente respinge in modo totale il racconto di Bellusci. «Io, Giuseppe Greco, ho appreso in questi ultimi giorni con profondo sconcerto di essere stato menzionato nell’ambito di un procedimento penale con il quale non ho mai avuto, né potrò mai avere, nulla a che fare. Respingo con la massima fermezza ogni accusa o illazione circa rapporti con affiliati a sodalizi criminali. La mia storia personale, politica e professionale è da sempre improntata alla legalità, alla trasparenza e al servizio esclusivo della comunità». Greco dichiara «totale fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine», si dice «a completa e immediata disposizione delle autorità competenti» e comunica di aver dato mandato all’avvocato Roberto Raimondi di Legnano di seguire la vicenda «in ogni sede opportuna a tutela del mio nome e della mia dignità».

Poi spiega il passo indietro: «Comunico inoltre di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale, precisando che si tratta di una decisione dolorosa ma che ho preso con assoluto senso di responsabilità. Per il profondo rispetto che nutro per questa città e per le sue istituzioni, non voglio in alcun modo che il Consiglio Comunale si trasformi in un campo di battaglia politico o mediatico. Faccio un passo indietro per consentire all’amministrazione di proseguire il proprio lavoro serenamente e senza ombre».

“Bellusci non lo conosco. Cristello e Rispoli? Solo buongiorno e buonasera”

Parlando direttamente con Libera Stampa, Greco ha aggiunto un ulteriore elemento. Ha sostenuto di non conoscere affatto Francesco Bellusci, mentre non nega di conoscere Cristello e Santino Rispoli. Ma, precisa, si tratterebbe esclusivamente di conoscenze superficiali. Santino Rispoli, ha spiegato Greco, vive a Dairago, paese nel quale lui stesso ha vissuto; Cristello invece vive a Buscate, dove Greco risiede ormai da circa vent’anni. Rapporti che, secondo la sua versione, non sarebbero mai andati oltre il normale incontro tra persone che abitano o frequentano gli stessi luoghi: “buongiorno, buonasera, ciao ciao al bar”, niente di più.

Ed è proprio su questo contrasto che dovranno concentrarsi gli accertamenti: da una parte Greco nega qualsiasi rapporto criminale e persino di conoscere Bellusci; dall’altra Bellusci lo indica per nome, lo descrive, parla della sua automobile, della frequentazione del bar di Cristello e gli attribuisce un ruolo preciso e ripetuto di collegamento con Santino Rispoli.

Adesso la parola passa agli investigatori

Il quadro, dunque, è ancora tutto da verificare. Giuseppe Greco non risulta indagato e respinge integralmente le dichiarazioni di Bellusci. Il collaboratore di giustizia, però, ha fornito agli inquirenti una ricostruzione dettagliata, e la Procura di Milano ha già avviato gli accertamenti necessari per cercare riscontri.

Sul piano politico, intanto, una conseguenza c’è già stata: Greco non è più consigliere comunale e Buscate dovrà procedere alla sua sostituzione e individuare un nuovo capogruppo di maggioranza. Sul piano giudiziario, invece, bisognerà aspettare. Saranno le indagini a stabilire se il racconto di Bellusci trovi conferme oppure se la versione di Greco, che parla di “accuse e illazioni” completamente estranee alla propria storia personale, trovi pieno riscontro.