L’Atm della Bcc ha resistito all’esplosione. Danni rilevanti allo studio dentistico adiacente e ai vetri di alcune abitazioni vicine
BUSTO GAROLFO (MILANO) – Tentato assalto nella notte al bancomat della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate situato nella frazione di Olcella, in via dei Mille 4. Il boato è stato avvertito poco prima delle 5 del mattino.

L’esplosione e la fuga
Ignoti hanno preso di mira lo sportello Atm, quasi sicuramente utilizzando materiale esplosivo. L’azione, tuttavia, non ha raggiunto l’obiettivo: nonostante l’esplosione, il bancomat ha resistito e le cassette contenenti il denaro non si sono aperte. I malviventi sono quindi stati costretti a dileguarsi senza riuscire a impossessarsi del contante. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno conducendo le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili.
Le verifiche sul denaro
Sono nel frattempo in corso gli interventi della squadra tecnica di pronto intervento della Bcc per verificare lo stato delle cassette e accertare se il denaro custodito all’interno abbia riportato danni in conseguenza dell’esplosione. La banca ha formalizzato denuncia e ha annunciato la piena collaborazione con le autorità competenti per contribuire all’accertamento dei fatti.

Danni allo studio dentistico e alle abitazioni
I danni più consistenti riguardano invece le strutture circostanti. L’esplosione ha provocato danni rilevanti ai locali dello studio dentistico adiacente al bancomat. L’onda d’urto ha inoltre mandato in frantumi o danneggiato i vetri di alcune abitazioni antistanti, aumentando la preoccupazione tra i residenti della frazione.
La vicinanza della Bcc
“Esprimiamo innanzitutto la nostra vicinanza alle persone e alle attività che hanno subito danni a causa dell’esplosione – dichiara il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi -. Ringraziamo le forze dell’ordine e i tecnici intervenuti tempestivamente sul posto”. “Resta la preoccupazione per i danni provocati alle strutture circostanti e per il senso di insicurezza che episodi di questo genere inevitabilmente generano nella comunità”.





