gallera

In Seconda Categoria partita sospesa per eccesso di nervosismo. In tribuna un osservatore degli arbitri e un dirigente Figc assistono a un’incredibile episodio di calcio violento. Ma l’increscioso comportamento dell’atleta verrà sanzionato con sole due giornate di squalifica

di Ersilio Mattioni

CASOREZZO-MESERO (MILANO) – Calcio violento, una semplice partita del campionato di Seconda Categoria (Ac Casorezzo contro Vela Mesero), che si disputa domenica 6 novembre e che non farebbe mai notizia, se non per quella sospensione decisa dall’arbitro, motivata con un non meglio precisato “nervosismo”, che rende impossibile proseguire il match.

Calcio violento

Un calciatore del Vela sferra una gomitata a un avversario e viene espulso (il giudice sportivo deciderà poi due giornate di squalifica). Cose che, ogni tanto, succedono sul rettangolo verde. Ma che non sono una ragione sufficiente per fermare una partita e mandare tutti sotto la doccia con larghissimo anticipo. Infatti le cose non stanno proprio così. Intanto perché quella gomitata del calciatore del Vela è intenzionale e non viene sferrata durante un’azione di gioco.

Danni permanenti

Il che significa che, forse, il gesto ha persino il deliberato intento di fare male. Tanto che il giovane atleta del Casorezzo Calcio riporta “la frattura della parete vestibolare”, accanto alla perdita di due denti: deve ricorrere a otto punti di sutura sul labbro inferiore. Allora lo scenario cambia, dal momento che il calciatore casorezzese avrà un danno permanente alla bocca, oltre ad aver subito quello psicologico.

(In)giustizia sportiva

Alla luce di queste nuove informazioni – taciute in primo momento – si fatica a capire la decisione della giustizia sportiva. Anzi, per dirla tutta, risulta incomprensibile che l’atleta del Vela sia stato ‘graziato’ con due giornate di squalifica a fronte di una vera e propria aggressione, tanto violenta quanto immotivata.

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

La Federazione deve chiarire

La famiglia del giocatore dell’Ac Casorezzo fa inoltre notare un dettaglio che lascia basiti: “Erano presenti in tribuna un osservatore degli arbitri e un dirigente della Figc”. A loro toccherebbe il compito di punire severamente il calcio violento, mentre l’impressione è che a volte si lasci correre. Adesso però la Federazione deve chiarire.