Lettera di un cittadino al nostro giornale: “Tutti, in paese, sanno di questa situazione, ma i vigili non fanno nulla”. La replica del comandante: “Falso, c’è un’inchiesta in Procura”.

5 OTTOBRE 2017

Di Francesco Colombo

ROBECCHETTO (MILANO) – Canile ‘abusivo’ tra i boschi di Robecchetto, paese di 4.300 abitanti dell’hinterland milanese: nuovi sviluppi sulla denuncia di Luigi Garavaglia, che settimana scorsa ha segnalato al nostro giornale quella che secondo lui è una situazione di illegalità in via Vincenzo Monti e il presunto immobilismo degli agenti di Polizia locale.

Il capo dei vigili: “Aperta inchiesta in Procura”

A parlare, questa settimana, è il comandante dei vigili di Robecchetto, Emidio Varrato, che difende l’operato dei suoi agenti e rivela l’esistenza di un procedimento penale nei confronti del proprietario degli animali, Vittorio Oliva. “Non commento l’aspetto ridicolo relativo alla pubblicazione di una lettera senza alcun riferimento concreto alla situazione attuale – spiega Varrato – situazione che è da anni conosciuta agli uffici di Polizia locale, con numerosi interventi nostri, dei Carabinieri, dell’Asl e del Corpo Forestale dello Stato. Il fatto che l’autore della lettera sia convinto che ‘i vigili non fanno il loro dovere’ non è un problema nostro. Se la persona fosse venuta direttamente presso il nostro comando avrebbe potuto verificare quanto è stato fatto dal 2011 a questa parte”: questa la dura replica del capo dei vigili alla lettera inviataci dal signor Luigi Garavaglia sulla presenza del ricovero abusivo per cani, che a suo dire provoca disagi sonori e olfattivi. “Il signore non è assolutamente informato sulla situazione”, continua Varrato, che ci tiene a specificare l’esistenza di un procedimento penale presso la Procura di Busto Arsizio a seguito di denuncia effettuata circa un anno e mezzo fa dal Corpo Forestale di Magenta (peraltro chiamato dal comando dei vigili) a carico sia del proprietario dei cani sia del conduttore del fondo.

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Un terreno usato in modo “improprio”

La denuncia riguarda il fatto che un terreno boschivo venga utilizzato in modo improprio, per un’attività non consentita. In parole semplici, lì il ricovero per cani proprio non ci può stare. Per il resto il comandante specifica che i cani custoditi in quel luogo sono regolarmente ‘chippati’, ben nutriti e in ottime condizioni. Non resta dunque che attendere l’esito dell’inchiesta penale aperta presso la Procura bustocca, i cui magistrati dovranno accertare una volta per tutte le responsabilità dei soggetti e sanare una situazione che – a detta di molti – si trascina ormai da troppo tempo.

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