Busto Garolfo, cittadini indignati per le canzoni volgari di un noto rapper, che vengono trasmesse durante le ore dell’oratorio estivo

di Andrea Fratus

BUSTO GAROLFO (MILANO) – L’oratorio estivo di Busto Garolfo suscita polemiche da parte degli abitanti vicino a piazza mercato. La lamentela è spuntata sul popolare gruppo Facebook “Sei di Busto Garolfo se”.

Canzoni volgari in oratorio

Su Facebook alcuni cittadini si sono detti perplessi circa la musica diffusa durante i pomeriggi di gioco dei ragazzi. Il punto fondamentale delle doglianze non è tanto il volume di musica e annunci, perché chi abita nelle vicinanze sa bene che il chiasso è da mettere in conto per diffondere gli avvisi e le canzoni in tutto l’oratorio, almeno durante le ore pomeridiane. A disturbare sono i brani stessi, o meglio, il loro contenuto.

Musica ‘trap’ nel mirino

Si fa riferimento ovviamente alla musica trap con le sue allusioni violente e spesso volgari. La ‘frecciatina’ più palese è quella rivolta al rapper Shiva. Nel post di Facebook è stata riportata una delle sue canzoni (“Soldi puliti”) recentemente trasmessa al centro estivo. Un testo che contiene molte volgarità e inneggia a uno stile di vita criminoso e ossessionato dalla ricchezza e dall’apparenza. A rendere il tutto ancora più esilarante, a detta dei commenti, sono espressioni in lingua straniera definite “ridicole” e che, anche volendo, non hanno nessun valore di apprendimento per chi le ascolta.

Il trapper Shiva

Andrea Arrigoni, in arte Shiva, non è nuovo ai territori del legnanese: classe ’99 nato nel capoluogo lombardo ha studiato all’istituto professionale legnanese Antonio Bernocchi ed è recentemente ritornato sul territorio grazie al concerto organizzato in concomitanza con Rugby Sound a Legnano; altra occasione in cui erano emerse numerose lamentele riguardo ai suoi testi. Critiche ormai ‘di casa’, insomma, per un genere che non smette di indignare. Quello che sembra disturbare particolarmente è il fatto che le tematiche fanno presa su un pubblico sempre più giovane, perlopiù di minorenni.

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