Giovane magentino, arrestato e condannato per maltrattamenti, racconta la vita in carcere: “Lì dentro la vita è durissima. E’ una palestra di criminalità”

di Graziano Masperi

MAGENTA (MILANO) – Sette mesi e mezzo a San Vittore. Un magentino, che vuole rimanere anonimo, desidera raccontare la sua esperienza nel carcere milanese. Oggi è ai domiciliari. Venne arrestato il 15 novembre dello scorso anno per maltrattamenti. Di quel giorno i ricordi sono terribili e non potranno mai andarsene.

L’arresto

“E’ venuto a prendermi il comandante dei Carabinieri di Magenta, il maresciallo Massimo Simone. Sono stato portato dapprima ad Abbiategrasso per le formalità di rito, impronte, foto, altezza per poi tornare a Magenta. Mi dicono che mi dovevano mettere le manette, era la procedura”.

L’impatto con il carcere

Arriva nel carcere di San Vittore e l’impatto è devastante. Lo mettono in una cella di quattro metri per tre con altri stranieri. “Non c’era dialogo tra di noi. Ricordo che i Carabinieri mi avevano regalato del tabacco e gli altri detenuti me lo hanno rubato tutto”. Cominciano i colloqui con gli educatori e per il magentino si rivelano una fortuna. Ha esperienza a contatto con la gente e tutti lo vedono di buon occhio.

Il lavoro

“Comincio a entrare in una commissione – racconta – Mi piaceva, mi avevano affidato l’incarico nell’ambito del Cineforum. Insieme al bibliotecario abbiamo creato una lista di film e io selezionavo i detenuti che potevano assistere alle proiezioni”. Al di là di questo aspetto positivo la casa circondariale di San Vittore è durissima per tutti.

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Palestra di criminalità

Una palestra di criminalità, dove si trasmettono le tecniche per commettere una truffa o una rapina. I detenuti vengono sistemati nei vari raggi, ci sono le persone con problemi psichiatrici e i tantissimi che sono finiti dentro per spaccio. Sono quasi tutti marocchini o egiziani. “E poi abbiamo le nostre spese – continua – in un mese arrivavo a spendere 400 euro, mentre quello che facevo io era tutto volontariato”.

Ai domiciliari

Oggi il magentino sta continuando a scontare la sua pena ai domiciliari in una città diversa da Magenta. Ma se dovesse dire se è meglio scontarla a casa o in carcere non ha dubbi: “Meglio in carcere. Lì se hai un mazzo di carte puoi trovare qualcuno che gioca con te. A casa sei da solo”.