Né banca né prelievo contanti: Bpm non si prende alcun impegno e dà risposte vaghe alle richieste del Comune. Il paese perde un altro servizio
CASOREZZO (MILANO) – Non è solo la chiusura della filiale. È il “no” della banca al Comune la vera notizia. Dopo l’annuncio della Banca Popolare di Milano di chiudere definitivamente l’agenzia di Casorezzo a gennaio – dopo che anche Intesa Sanpaolo aveva già abbassato le saracinesche – l’amministrazione ha provato l’ultima carta: una lettera ufficiale, firmata dalla sindaca Rosella Giola, alla direzione di Banco Bpm per chiedere almeno il mantenimento dello sportello bancomat in paese.
Il Comune chiede almeno il bancomat
Nella nota il Comune riconosce le “esigenze aziendali” ma mette nero su bianco le ricadute concrete: in un centro come Casorezzo, senza sportelli bancari, sono soprattutto anziani e famiglie a finire in difficoltà, costretti a spostarsi in auto nei paesi vicini anche solo per un prelievo o per pagare una bolletta. Da qui la richiesta minima: se proprio la filiale deve chiudere, lasciate almeno il bancomat.
La risposta della banca è cortese ma gelida
La risposta della banca è cortese, ma gelida. Dopo aver assicurato di aver “valutato le preoccupazioni” del Comune e promesso una generica attenzione per “ridurre al minimo il disagio”, Banco Bpm si limita a prendere atto della disponibilità dell’ente a concedere spazi per un eventuale sportello automatico e annuncia che “farà le opportune valutazioni”. Nessun impegno, nessuna data, nessuna decisione.
Politica e territorio contano sempre meno
Tradotto: la chiusura è confermata, il bancomat è tutt’altro che garantito. Davanti alle scelte dei consigli di amministrazione, le lettere dei Comuni pesano poco o nulla. A Casorezzo, come in tanti altri paesi, le ragioni della finanza sembrano ormai valere più di quelle della politica e dell’interesse del territorio.






