Il Tribunale certifica che l’ex sindaco Oldani si limitò soltanto a esprimere la sua opinione. E’ la prima buona notizia nella guerra (perduta) contro la discarica nelle cave
di Ersilio Mattioni e Patrizia Meneghin
CASOREZZO (MILANO) – Tra i tanti capitoli della battaglia contro la discarica nelle cave di Casorezzo, c’è stato anche un episodio giudiziario: una denuncia presentata dalle aziende Vibeco e Solter (la società che si accinge a costruire la discarica, dopo aver vinto l’ultimo ricorso) contro l’allora sindaco e attuale vicesindaco Pierluca Oldani.
Le accuse delle due società
Le due società accusavano Oldani di averle diffamate con alcune dichiarazioni pubbliche legate al contenzioso in corso, ai ricorsi del Comune e alla mancata realizzazione degli obblighi previsti in convenzione. Dopo due anni, è arrivata la sentenza: il giudice ha rigettato tutte le richieste delle aziende.
Le parole di Oldani
È stato lo stesso Oldani a darne notizia: “Per doverosa completezza di informazione, comunico con soddisfazione che oggi è stata pubblicata la sentenza con cui sono state respinte tutte le richieste di Solter e Vibeco nei miei confronti. Il giudice ha riconosciuto che si è trattato del legittimo esercizio del diritto di critica, sancito dall’articolo 21 della Costituzione”. La vicenda giudiziaria, iniziata nel pieno del conflitto sulla discarica, si chiude dunque con la piena assoluzione dell’ex sindaco, che aveva semplicemente espresso la propria opinione. Un altro tassello che si aggiunge alla lunga storia di resistenza del Comune contro la discarica.
Un sindaco competente e coraggioso
E se ormai nulla più si può fare per impedire la discarica, lasciateci dire che siamo contenti per la conclusione di questa vicenda giudiziaria, che rende onore e merito a un sindaco competente e coraggioso. Un sindaco che ha lottato con tutti i mezzi, al fianco dei cittadini, per evitare la discarica. Se le istituzioni superiori – Regione e Città Metropolitana – avessero avuto anche solo un centesimo della volontà di Oldani, oggi racconteremmo un’altra storia.






