Il parroco lancia l’allarme, in parrocchia pesa l’eredità di don Baio. Il nuovo oratorio è costato troppo, pagarlo non sarà facile
CASOREZZO (MILANO) – “Siamo in una situazione con i conti tirati”. Comincia così l’annuncio della parrocchia di Casorezzo, sul nuovo Informatore parrocchiale, riferendosi alle molte spese da sostenere nell’immediato e anche nei prossimi anni.
Le difficoltà economiche non sono una novità
Che la parrocchia avesse difficoltà economiche non era una novità, ma che fossero oltre 7.000 euro di uscite mensili questa lo è quasi. Nell’ultimo comunicato si segnala il problema pressante non solo della rata del mutuo per il nuovo oratorio, ma anche altre spese: Tari dilazionata in otto anni per 7.200 euro, debiti pregressi della precedente amministrazione, oltre a 3.310 euro di rata del mutuo ventennale per ripagare l’oratorio, che – ricordiamo – è costato 2,1 milioni di euro.
Una cifra spropositata per un paese come Casorezzo
Una cifra che, già dai primi mesi di progettazione, era difficile da pensare per un paese piccolo come Casorezzo. La vendita dei ‘mattoni’ per la costruzione continua, ma il parroco, don Felice Zaccanti, chiede ai casorezzesi uno sforzo in più: i conti sono sempre più difficili da far tornare. Quello che don Felice non dice o forse non vuole dire è che i debiti sono stati cumulati dalla gestione di don Emanuele Baio, sulla quale tuttavia è oggi più urgente che mai fare chiarezza.





