Castano Primo, il recordman paralimpico Andrea Devicenzi emoziona il pubblico: lo sport come lezione di vita

L’incontro organizzato dal gruppo ATTIVAmente e fortemente voluto dal suo membro Stefano Lamperti ha portato all’Auditorium Paccagnini il campione paralimpico e coach motivazionale Andrea Devicenzi.

di Maurizio Fagnano

CASTANO PRIMO (MILANO) – Una testimonianza capace di toccare il pubblico nel profondo, tra momenti di riflessione e voglia di mettersi in gioco. È questo il clima che si è respirato durante l’incontro organizzato dal gruppo ATTIVAmente e patrocinato dal Comune di Castano, che ha visto protagonista l’atleta paralimpico, coach e formatore Andrea Devicenzi. Un evento fortemente voluto da Stefano Lamperti per portare sul territorio una storia di forza, rinascita e crescita personale.

Il valore dello sport e dell’esempio

Ad aprire la serata è stato il vicesindaco Daniele Rivolta, che ha sottolineato il ruolo fondamentale dello sport nella crescita personale e nella capacità di affrontare le difficoltà della vita. Un messaggio che ha fatto da filo conduttore all’intero incontro, portando ad una riflessione collettiva.

Stefano Lamperti: “Seminare qualcosa di positivo”

Nel suo intervento, Stefano Lamperti ha spiegato il motivo che ha spinto il gruppo ATTIVAmente a organizzare l’evento, partendo da una riflessione sulla società di oggi e sui tanti conflitti che attraversano la quotidianità. Non soltanto le guerre, ma anche quei piccoli attriti che nascono ogni giorno nelle relazioni tra le persone. Per Lamperti, servono soprattutto buoni esempi e attenzione verso i giovani, perché è proprio attraverso l’esempio che si può lasciare qualcosa di concreto alle nuove generazioni. Ha poi raccontato del primo incontro con Andrea Devicenzi avvenuto durante uno dei suoi incontri nelle scuole. Quella serata, ha spiegato Lamperti, lo colpì profondamente. “Alla fine dell’incontro – ha raccontato – ho visto studenti commossi. In quel momento ho capito che era importante portare questa testimonianza anche nella nostra città”.

Dalla tragedia alla rinascita

Il momento più intenso della serata è stato il racconto personale di Devicenzi, che ha ripercorso la propria storia partendo dal drammatico incidente motociclistico avvenuto quando aveva appena 17 anni. Uno scontro che gli costò l’amputazione della gamba sinistra dopo ore di intervento chirurgico con molte complicazioni e mesi di ricovero. Devicenzi ha parlato apertamente delle difficoltà affrontate in quegli anni, spiegando come la vera sfida non fosse soltanto quella fisica. Per lungo tempo, infatti, il problema più grande è stato rappresentato dalla barriera mentale, dalla paura e dalla sensazione di sentirsi limitato. Solo con il tempo ha imparato a trasformare quella sofferenza in una spinta per ripartire. Fondamentale nel suo percorso è stato lo sport, che gli ha permesso di riscoprirsi e di trovare nuovi obiettivi. Dalle prime gare fino ai grandi viaggi in bicicletta attraverso India, Islanda, Perù e Scandinavia, ogni esperienza è diventata un modo per mettersi alla prova e superare nuovi limiti.

Il valore della squadra e dei record superati

Durante il suo intervento, Devicenzi si è soffermato sull’importanza delle persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso. Più volte ha spiegato come dietro ogni impresa ci sia sempre stato un gruppo capace di sostenerlo nei momenti più difficili. Parlando delle sue esperienze sportive e dei risultati raggiunti, ha raccontato come proprio il sostegno della squadra lo abbia aiutato a non fermarsi dopo i primi grandi traguardi. Anzi, ogni obiettivo raggiunto è diventato uno stimolo per andare oltre e cercare nuove sfide. Per Devicenzi, infatti il lavoro di squadra è un elemento fondamentale per crescere davvero. “Chi vuole andare veloce va da solo, ma chi vuole andare lontano ha bisogno delle persone giuste accanto”, ha spiegato durante la serata, sottolineando come dietro ai record e alle imprese sportive ci sia sempre un percorso costruito insieme ad altri.

“L’impossibile si può affrontare”

Nel corso dell’incontro, Devicenzi ha più volte insistito sull’importanza dell’impegno e della costanza. Secondo il coach e atleta, il sacrificio, la disciplina e crescita personale sono elementi indispensabili per raggiungere qualsiasi traguardo. Ha raccontato come, nel tempo, abbia imparato ad alzare sempre di più l’asticella, accettando anche gli errori e le difficoltà come parte del percorso. “Se continuiamo a fare sempre le stesse cose – ha spiegato – otterremo sempre gli stessi risultati”. Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato al progetto “Oltre l’Impossibile”, che ha coinvolto dieci studenti dell’Istituto Tosi in un viaggio formativo in Islanda. Un’esperienza estrema, pensata proprio per aiutare i ragazzi a scoprire le proprie potenzialità.

“La forza è dentro di noi”

Nel finale della serata, abbiamo avuto modo di parlare con l’atleta. Dove si trova la forza per affrontare ostacoli che sembrano insormontabili? “All’inizio ho trovato rifugio nella musica, che mi restituiva un senso di normalità. Successivamente è arrivato il ciclismo, che oggi rappresenta molto più di uno sport. Attraverso i viaggi in solitudine riesco a scoprire continuamente nuovi lati di me e a capire fin dove posso spingermi”. Raccontando le tue esperienze di vita trasmetti molto ai giovani, ma loro cosa ti trasmettono? “L’esperienza con gli studenti è qualcosa di impagabile. Vedere ragazzi che ascoltano davvero, che si emozionano e che fanno proprie certe esperienze di vita mi dà ancora più motivazione. Quando percepisco che il messaggio arriva davvero, capisco che tutti questi progetti hanno un valore importante e che bisogna continuare”.