Il previsto rincaro delle tariffe al nido aveva sollevato forti critiche da parte delle minoranze e proteste da parte delle famiglie. Dietrofront della giunta: nessun aumento e investimenti per migliorare il servizio. L’ipotesi di privatizzare
CASTANO PRIMO (MILANO) – È stato l’argomento più acceso dell’ultima settimana: l’annunciato aumento delle rette del nido comunale ‘Setti Carraro’, poi ritrattato. Un dietrofront arrivato nella giornata del consiglio comunale di giovedì 24 luglio, quando erano già state depositate un’interpellanza e un’interrogazione da parte dei gruppi di opposizione ‘ATTIVAmente’ e ‘Che Bella Castano’. Senza il tempo materiale per modificare i documenti, i due gruppi hanno voluto ribadire pubblicamente le loro perplessità, approfittando del dibattito per esprimere posizione e richieste di chiarimento sul futuro del servizio.
Fontanive: “Manca il confronto”
A prendere per primo la parola è stato Marco Fontanive, consigliere del gruppo ‘ATTIVAmente’, che ha letto un’interrogazione in cui si denunciava l’assenza di un adeguato confronto con i consiglieri comunali e con le famiglie. Ha sottolineato come la comunicazione dell’aumento delle rette fosse arrivata dopo la chiusura delle iscrizioni, impedendo così alle famiglie di valutare alternative. Tra i punti sollevati da ‘ATTIVAmente’, anche: la richiesta di dettaglio sulle migliorie previste per il servizio; i criteri di determinazione delle nuove rette; la possibile introduzione di fasce ISEE per tutelare le famiglie a basso reddito; la necessità di un confronto pubblico su modifiche tanto rilevanti.
Landini: “No alla privatizzazione”
È poi intervenuto Alessandro Landini, capogruppo di Che Bella Castano, che ha presentato una propria interpellanza centrata su un’altra questione cruciale: la possibile esternalizzazione del nido. “L’asilo nido ‘Setti Carraro’ – ha dichiarato Landini – è da decenni un punto di riferimento educativo e sociale per la nostra città. Negli ultimi mesi, però, sono circolate voci su un’eventuale esternalizzazione della gestione, senza che vi sia stata un’adeguata informazione o confronto”. Tra le domande rivolte al sindaco Roberto Colombo: se tale scelta sia davvero in corso, con quali tempi e modalità, se sia previsto un coinvolgimento di Azienda Sociale, e se sia disponibile una figura stabile di coordinamento educativo.
L’assessora Colombo: “Privatizzare è un’ipotesi”
A rispondere ai due gruppi è stata l’assessora alle Politiche sociali Licia Colombo, che ha preso la parola per conto dell’amministrazione. “Il servizio di asilo nido – ha spiegato – è un servizio a domanda individuale, non obbligatorio per l’ente, ma fortemente sostenuto con fondi comunali. Parliamo di 340.000 euro di costi annui contro soli 130.000 euro di entrate da rette. Il disavanzo è di oltre 200.000 euro che grava su tutti i cittadini castanesi”. Colombo ha confermato che l’amministrazione aveva preso in considerazione un aumento delle tariffe, anche su sollecitazione del revisore dei conti, ma dopo aver incontrato le famiglie e valutato le loro difficoltà, ha scelto di mantenere invariate le rette per l’anno educativo 2025-2026. Nessun cambiamento anche per gli orari del servizio, confermati dalle 8 alle 17, mentre il numero di posti aumenterà da 32 a 40. Tra le migliorie previste, interventi per 15.000 euro in manutenzioni e 5.000 euro per nuovi arredi. Quanto all’ipotesi di privatizzazione, l’assessora Colombo ha dichiarato che non è stata presa nessuna decisione: “Si tratta di una delle opzioni allo studio per garantire la continuità e la qualità del servizio in un’ottica di sostenibilità, ma non c’è nulla di definito”.
“Le opposizione non collaborano”
L’amministrazione ha voluto anche respingere alcune delle accuse mosse dalle opposizioni. E ha ribadito di aver coinvolto i rappresentanti dei genitori in più incontri, di aver agito nel segno della trasparenza e del dialogo, e di aver risposto alle preoccupazioni con azioni concrete. Tra queste, l’introduzione di un servizio pre-nido (mai esistito prima). Inoltre, la conferma della presenza di una figura educativa di coordinamento, anche se oggi divisa tra due incarichi. Infine, l’assessora Colombo ha espresso rammarico per il clima di scontro, accusando le opposizioni. “Spiace constatare che non si perda occasione per mettere in cattiva luce l’amministrazione, invece di collaborare per affrontare insieme le difficoltà”.
Il sindaco: “La nostre tariffe tra le più basse della zona”
In un videomessaggio diffuso via social (molto criticato), il sindaco Roberto Colombo ha spiegato che il progetto iniziale era nato da un’analisi tecnica sui costi del nido: “Abbiamo una copertura comunale pari al 35%, ben lontana dall’obiettivo minimo del 60%. Ci siamo resi conto che le tariffe a Castano erano anche la metà rispetto a quelle dei comuni vicini”. Tuttavia, di fronte alle reazioni delle famiglie e al clima di forte preoccupazione, l’amministrazione ha deciso di non procedere con alcuna variazione. “Non è un passo indietro, ma il risultato di un confronto – ha detto Colombo – e non abbiamo deliberato niente, abbiamo ascoltato i genitori e scelto di sospendere l’aumento”. Il sindaco ha aggiunto: “Non mi interessa irrigidirmi su alcuni aspetti, il confronto è il faro per la nostra amministrazione”.






