Castano Primo, il caso di Salvatore Baiardo arriva a processo: dalle rivelazioni televisive alle accuse di calunnia e favoreggiamento mafioso

Per anni ha vissuto e frequentato Castano Primo, diventando una presenza conosciuta in città. Oggi Salvatore Baiardo è al centro di un processo a Firenze, che ruota attorno alle indagini sulle stragi mafiose del 1993

di Maurizio Fagnano

CASTANO PRIMO (MILANO) – Per lungo tempo è stato una figura familiare in città. Frequentava i locali del centro, interveniva sui social sulle questioni della vita cittadina e non nascondeva mai la propria identità. Oggi però il nome di Salvatore Baiardo è tornato al centro dell’attualità giudiziaria nazionale, con un processo in corso a Firenze che rappresenta uno degli sviluppi più significativi degli ultimi anni nel filone investigativo collegato alle stragi mafiose del 1993.

Il legame con Castano Primo

Per quanto originario di Palermo e noto alle cronache come l’ex gelataio di Omegna, Baiardo ha avuto Castano Primo come punto di riferimento per molti anni. È proprio in città che nel luglio 2022 avvenne uno degli episodi destinati a segnare l’intera vicenda giudiziaria: l’incontro con il giornalista Massimo Giletti durante il quale sarebbe stata mostrata la celebre fotografia che, secondo i racconti successivamente emersi, ritrarrebbe insieme il boss Giuseppe Graviano, Silvio Berlusconi e il generale dei Carabinieri Francesco Delfino. Sempre a Castano, si sono concentrate le perquisizioni effettuate dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Firenze, alla ricerca della fotografia e di altri supporti informatici ritenuti utili alle indagini.

Dalla “profezia” su Messina Denaro alla notorietà nazionale

Tra il 2022 e il 2023 Baiardo è diventato un personaggio mediaticamente molto esposto dopo le sue apparizioni televisive. Particolare clamore suscitarono le dichiarazioni rilasciate durante la trasmissione “Non è l’Arena”, quando anticipò con settimane di anticipo l’imminente arresto di Matteo Messina Denaro, facendo riferimento anche alle sue condizioni di salute. L’arresto del boss, avvenuto il 16 gennaio 2023, contribuì ad accendere ulteriormente l’attenzione degli investigatori sulle sue dichiarazioni e sui suoi rapporti con il mondo mafioso.

Perché il processo si svolge a Firenze

Il procedimento è seguito dalla Procura di Firenze perché nasce dal filone investigativo sulle stragi mafiose del 1993, a partire da quella di Strage di via dei Georgofili. Da anni i magistrati fiorentini indagano non soltanto sugli esecutori materiali degli attentati, ma anche sui possibili mandanti esterni e sulle relazioni che avrebbero caratterizzato quella stagione stragista. Baiardo, già condannato in passato per avere favorito la latitanza dei fratelli Graviano, è finito al centro di questo filone investigativo dopo le dichiarazioni relative alla fotografia mostrata a Giletti e ai successivi interrogatori davanti ai magistrati.

Le accuse e l’inizio del dibattimento

Il processo davanti al Tribunale di Firenze è iniziato ufficialmente il 18 febbraio 2026, dopo un breve rinvio dovuto alla sostituzione del collegio giudicante. Le contestazioni principali riguardano la calunnia aggravata nei confronti di Massimo Giletti e il favoreggiamento personale aggravato dall’agevolazione mafiosa. Il giornalista si è costituito parte civile nel procedimento. Attualmente Baiardo si trova agli arresti domiciliari in Sicilia, misura cautelare confermata nell’ambito dell’inchiesta fiorentina.

Le ultime udienze: Giletti in aula e la foto del mistero

Nelle settimane scorse il processo è entrato nel vivo con le testimonianze davanti al Tribunale di Firenze. Il 20 maggio è stato ascoltato Massimo Giletti, che ha ricostruito l’incontro avvenuto anni prima e ha riferito di aver visto una fotografia nella quale avrebbe riconosciuto un giovane Berlusconi insieme al generale Delfino e a quello che Baiardo gli avrebbe indicato come Giuseppe Graviano. Successivamente sono stati sentiti anche altri testimoni chiamati a ricostruire il contesto delle dichiarazioni, delle trasmissioni televisive e delle indagini sviluppate dalla Direzione Investigativa Antimafia.

Le radici castanesi del caso Baiardo

Sebbene oggi il procedimento si svolga a Firenze e Baiardo si trovi ai domiciliari in Sicilia, molti degli episodi che hanno portato all’attuale processo affondano le radici proprio a Castano Primo. Dall’incontro con Giletti alle successive perquisizioni, la cittadina è stata il principale punto di riferimento dell’uomo che, nel giro di pochi anni, è passato dall’essere una presenza nota nella vita quotidiana locale a uno dei protagonisti di una delle vicende giudiziarie più seguite nel panorama nazionale.