Castano Primo, il sindaco la butta in rissa: “Comunità islamica spaccata”. Cerruto: “Sei un leone da tastiera”

Scontro politico sull’inaugurazione del centro culturale islamico a Castano Primo. Il sindaco parla di spaccature interne, ma le minoranze attaccano: “Colombo ha perso la faccia”

di Deborah Ali

CASTANO PRIMO (MILANO) – Tiene banco il dibattito politico attorno all’apertura del centro culturale islamico, sede dell’associazione Faizane Madina. Nei giorni scorsi, il sindaco Roberto Colombo ha incontrato Bouchaib Diftarun, che si definisce un “rappresentante” della comunità islamica locale. “È venuto direttamente in municipio – spiega il primo cittadino – perché ha voluto prendere le distanze da quello che è accaduto all’inaugurazione del centro culturale di via XXVI Febbraio 1945, dichiarando che la preghiera svolta in quel luogo è stata fatta in lingua urdu ed è per loro incomprensibile (parlando la lingua araba)”. Un segno, questo, di una spaccatura all’interno della comunità islamica castanese, o un tentativo del centrodestra di dividere gli avversari e accendere i riflettori su altro?

Le accuse delle minoranze: “Sindaco assente e divisivo”

A replicare sono tutte le forze politiche di minoranza. “All’inaugurazione del centro culturale islamico – commenta il capogruppo di Attivamente, Federico Cerruto – il sindaco, che dovrebbe rappresentare tutti, si è presentato senza fascia, scortato dalle forze dell’ordine, nessuna stretta di mano. Un’immagine davvero poco edificante. Colombo ha poi denunciato a mezzo social irregolarità ed illeciti, ma avrebbe dovuto farlo presente durante la visita, piuttosto che preferire la pratica di quello che ormai è lo sport nazionale, cioè il leone da tastiera”.

Uso dei canali istituzionali per fare polemica

“Ancora più imbarazzante – prosegue Cerruto – è stato l’utilizzo del canale social istituzionale del Comune per alimentare una polemica nella polemica”.

La critica di ‘Che Bella Castano’: “Scelte discrezionali”

Anche il capogruppo di Che Bella Castano, Alessandro Landini, interviene in modo critico contro Colombo: “Ci stupiamo di come, alla richiesta da parte dell’associazione islamica di estendere l’invito all’inaugurazione a tutte le forze politiche del consiglio comunale, il Comune abbia scelto discrezionalmente di non rispettare tale richiesta. È evidente la grande difficoltà nella quale opera l’amministrazione, ma prima si renderanno conto del ruolo che hanno e prima si potrà parlare di un’unica comunità che non discrimina, non minaccia ma si incontra e si sente parte di un’unica collettività”.

Pignatiello: “Il centro islamico non è una scusa”

Infine, a prendere la parola è l’ex sindaco di Castano, Giuseppe Pignatiello, ora consigliere di minoranza del gruppo Progettando Castano: “Si erano vantati di essere gli unici ad averci messo la faccia – attacca frontalmente Pignatiello – ma ora sono proprio loro a rischiare di perderla davanti all’apertura di questa nuova attività. Il tentativo di minimizzare la questione, sostenendo che si tratti solo di un centro islamico e non di una moschea, suona francamente imbarazzante. Anche la struttura di via Friuli, contro la quale si erano scagliati con forza, è sempre stata formalmente un’associazione culturale, e non una moschea”.