Diniego ufficiale al reduno islamico di sabato 26 settembre. La decisione è stata comunicato all’associazione Faizane Madina nel tardo pomeriggio di giovedì 24 settembre. sollevando diverse criticità sull’organizzazione dell’evento.
CASTANO PRIMO (MILANO) – Il diniego ufficiale è arrivato nel tardo pomeriggio di giovedì 24 settembre: il Comune di Castano Primo ha comunicato all’associazione Faizane Madina Castano Primo che la tensostruttura comunale di via Mantegna non potrà essere utilizzata per il raduno in programma sabato 26 settembre.
Il no ufficiale del Comune
Dopo i passaggi amministrativi dei giorni scorsi, è arrivata quindi la decisione che chiude l’iter relativo alla concessione della struttura. La comunicazione del diniego è stata trasmessa all’associazione nel tardo pomeriggio del 24 settembre. La decisione arriva dopo la delibera di giunta del 21 settembre, con il quale l’amministrazione aveva espresso un indirizzo contrario alla concessione della tensostruttura e aveva incaricato il responsabile del servizio di procedere con un’istruttoria approfondita.
La Giunta: “Non sussistono i presupposti”
Nell’atto firmato dal sindaco Roberto Colombo, la Giunta parla di diverse criticità emerse dall’esame della documentazione e delle informazioni relative all’evento. Tra queste, una presunta differenza tra il programma depositato in Comune e quello diffuso sui social, le modalità organizzative, la gestione della viabilità e gli aspetti legati alla sicurezza. Il documento sottolinea, inoltre, che l’amministrazione ritiene prioritario un utilizzo delle strutture comunali a vantaggio della comunità locale e che, “non sussistono i presupposti per accogliere la richiesta”.
La questione della parità di genere
Tra gli elementi indicati dalla giunta figura anche quello relativo alla parità di genere. L’atto fa riferimento a precedenti raduni organizzati dall’associazione nazionale che, secondo quanto riferito dall’amministrazione, prevedevano una separazione tra uomini e donne. La Giunta ha collegato tale contestazione ai principi di uguaglianza e parità richiamati dall’articolo 3 della Costituzione.
Faizane Madina: “Evento aperto alle donne“
L’associazione ha pubblicamente contestato alcune delle ricostruzioni circolate nelle ore precedenti. Il presidente Rizwan Naeem ha dichiarato che non è previsto alcun divieto per le donne e che il programma, depositato presso il Comune, prevede invece un’attenzione specifica per donne e bambini. “La tensostruttura sarà uno spazio unico, aperto e condiviso da uomini, donne e famiglie”, ha scritto Naeem, respingendo quindi l’ipotesi di una separazione fisica tra i partecipanti. La stessa associazione ha inoltre affermato di aver avviato l’iter amministrativo il 10 settembre, di aver consegnato la documentazione richiesta e di aver informato la Questura, la Digos e i Carabinieri il 12 settembre.
“Evento pubblicizzato prima dell’autorizzazione”
Un ulteriore punto sollevato dalla giunta riguarda la pubblicizzazione dell’evento. Nel documento si sostiene che la manifestazione sarebbe stata promossa indicando già la data e la struttura comunale, mentre l’amministrazione non aveva ancora concluso l’esame della richiesta. Secondo la giunta, questa anticipazione avrebbe indotto a considerare l’evento come già autorizzato, mentre l’iter amministrativo era ancora in corso. L’atto parla quindi di una possibile violazione del principio di lealtà procedimentale.
Il nodo dei 1.500 partecipanti
Tra le preoccupazioni dell’amministrazione c’è poi l’impatto di una manifestazione che si stima possa vedere la partecipazione di 1.500 persone in una zona prevalentemente residenziale. La Giunta ha sollevato in particolare le questioni della sicurezza, della viabilità, dei parcheggi e dell’inquinamento acustico, sostenendo che l’afflusso previsto richieda specifici adempimenti organizzativi.





