Durante l’ultimo consiglio comunale del 24 luglio, i gruppi di minoranza hanno presentato una mozione (bocciata dal centrodestra) per impedire l’insediamento di centri logistici negli ambiti 17 e 20 del Pgt. L’assessore Rivolta ammette: “Ho incontrato i proprietari dei terreni che chiedevano chiarimenti”
CASTANO PRIMO (MILANO) – Il futuro urbanistico del territorio castanese è tornato al centro del dibattito politico. Durante l’ultimo consiglio comunale, i gruppi di opposizione hanno presentato una mozione con l’obiettivo di impedire l’insediamento di un polo logistico su aree ancora libere, in particolare negli ambiti 17 e 20 del Pgt. La discussione ha visto una ferma replica da parte dell’amministrazione, per voce del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Daniele Rivolta, che ha respinto le accuse e ribadito la centralità della partecipazione nel processo di pianificazione.
Una mozione per dire ‘No’ alla logistica
I consiglieri di minoranza hanno chiesto all’amministrazione di escludere nella variante al Piano di Governo del Territorio la possibilità di nuove strutture logistiche su suolo agricolo o in prossimità di edifici sensibili. La proposta è frutto del confronto nato nell’incontro pubblico del 1° luglio, promosso dal comitato “No Polo Logistico”. Tra le criticità sollevate nella mozione spiccano: Il consumo di suolo in contrasto con gli obiettivi di sostenibilità; La possibilità di recupero di aree industriali dismesse, anziché costruire nuovi edifici; Le problematiche occupazionali del settore logistico, tra automazione e precariato. La mozione impegna il Comune a valorizzare la vocazione agricola e ambientale del territorio, incentivando sviluppo industriale qualificato solo su aree già urbanizzate.
Gli incontri del vicesindaco Rivolta
Prima della risposta dettagliata alla mozione, il vicesindaco Daniele Rivolta ha voluto chiarire la posizione dell’amministrazione rispetto al possibile insediamento del polo logistico. “La consapevolezza che alcuni cittadini siano stati contattati e che ci abbiano chiesto informazioni è sempre stata dichiarata pubblicamente, anche nel giornalino comunale” ha spiegato. Rivolta ha precisato che si è trattato semplicemente di una richiesta di chiarimento da parte dei proprietari dei terreni, che volevano sapere se la situazione potesse essere fattibile. “Questo è stato il nostro coinvolgimento, niente di più”, ha ribadito. E ha aggiunto: “Ad oggi non possiamo dirci favorevoli o contrari a qualcosa che non esiste e di cui si parla solo preventivamente”.
Mozione respinta
Il vicesindaco Daniele Rivolta ha definito “non accettabile” la mozione, giudicandola ai limiti della legittimità. Secondo l’assessore, non è possibile vietare a priori insediamenti produttivi compatibili con il piano urbanistico. “Il Pgt non è una mannaia ideologica, ma uno strumento condiviso tra cittadini, tecnici e proprietari” ha dichiarato, sottolineando che esistono già vincoli sovracomunali che impediscono edificazione in aree sensibili. Rivolta ha inoltre ricordato l’esistenza del Suap in variante, che consente a chiunque di proporre insediamenti coerenti con il tessuto produttivo.
Recupero aree dismesse e sgravi nel centro storico
Nel suo intervento, l’assessore ha rivendicato l’impegno della giunta nel recupero di aree industriali dismesse, anche attraverso sgravi per il centro storico. Tuttavia, ha criticato l’atteggiamento dell’opposizione, accusandola di strumentalizzazione ideologica. Secondo Rivolta, Castano Primo non può essere definito “a vocazione verde e agricola” in senso esclusivo. “I cittadini ci chiedono di riattivare il mercato edilizio, non di piantare alberi ovunque”, ha commentato, sottolineando l’importanza di riportare la città a essere polo attrattivo per il territorio.
Accuse incrociate
Il vicesindaco ha infine puntato il dito contro i proponenti della mozione, accusandoli di incoerenza. “Alcuni di loro sono ex amministratori che non hanno mosso un dito contro il progetto logistico di Robecchetto, hanno approvato la costruzione di supermercati prefabbricati, un McDonald’s e una palestra gonfiabile al posto di un’area verde scolastica”, ha detto. Secondo Rivolta, la mozione presentata in consiglio comunale non tiene conto delle normative sovraordinate già in vigore e si limita a una presa di posizione ideologica non supportata da strumenti tecnici.






