Incontro pubblico in Villa Rusconi per discutere le preoccupazioni legate a un possibile insediamento di un polo logistico (GUARDA IL VIDEO). Spunta un documento: è la lettera di ‘Sgm srl’, che manifesta interesse all’acquisto dei terreni e si dice pronta a spendere 5,4 milioni di euro
CASTANO PRIMO (MILANO) – Si è tenuto martedì 1 luglio in Villa Rusconi l’incontro promosso dal Comitato No polo logistico a Castano Primo e moderato dal nostro direttore, Ersilio Mattioni. L’incontro ha visto la partecipazione di numerose associazioni, esperti e cittadini. L’obiettivo: fare chiarezza su un possibile progetto che, pur non essendo ancora confermato, solleva gravi dubbi sul futuro del territorio.
Offerta da 5,4 milioni di euro: i dubbi
Durante l’incontro è stata mostrata una lettera del 15 gennaio 2025, in cui un soggetto privato (la società ‘Sqm’ srl) manifesta interesse all’acquisto di terreni per 120.000 metri quadrati, con una proposta economica da 45 euro per metro quadrato. Totale dell’investimento: 5,4 milioni di euro. Un elemento che ha fatto scattare l’allarme: “Quale privato – si chiedono dal Comitato – spenderebbe una cifra del genere senza aver avuto una ragionevole certezza dalla politica circa la realizzazione del popolo logistico? Ci sono state interlocuzioni? Se sì, di che tipo? Formali o informali? I cittadini hanno il diritto di essere informati. E ancora: chi si cela dietro questa proposta e con quale finalità? Domanda più che legittima, dato che la società ‘Sqm’ ha manifestato l’interesse all’acquisto dei acquisto dei terreni, ma la realizzazione del polo avverrebbe per mano di un altro soggetto, oggi ignoto.
LA LETTERA DI ‘SQM SRL’ AI PROPRIETARI DEI TERRENI

Nessuna conferma ufficiale, ma segnali di apertura
Ad oggi non esiste alcun progetto formale per l’insediamento logistico, ma la scelta dell’amministrazione di patrocinare l’incontro, e di mettere a disposizione i locali comunali, è stata letta come un segnale di disponibilità al confronto. Un gesto apprezzato, che tuttavia non spegne i timori. Il sindaco Roberto Colombo, presente all’incontro tra il pubblico, ha scelto il silenzio. Nonostante molti intervenrti stimolanti abbiano chiamato in causa la politica, il primo cittadino ha deciso di non parlare.
Ambiente, salute e lavoro: i punti critici
Dai rappresentanti di Legambiente, ai sindacalisti della CGIL, fino ai membri dei comitati locali, è emersa una forte preoccupazione ambientale e sociale. Si è parlato delle condizioni precarie dei lavoratori della logistica, dell’aumento delle temperature locali causato dai capannoni, e dei rischi legati al consumo di suolo.

La voce dei territori: “Ci siamo già passati”
Molti gli interventi da parte di comitati di altri comuni: da Bernate a Galliate, da Robecchetto a Buscate. Esperienze simili di mobilitazione popolare che hanno permesso in passato di fermare progetti invasivi. “I comitati servono – ha detto Carlo Ferro (comitato per Pernate) – e vanno ascoltati prima che sia troppo tardi”.
“Siamo preoccupati per il nostro futuro”

Carla Torno, portavoce del comitato No Polo Castano, ha raccontato la genesi spontanea del gruppo dopo la scoperta della lettera pubblicata da Legambiente Buscate e Turbigo su Facebook. “Abbiamo raccolto oltre 2.060 firme. Non siamo contro il progresso, ma contro una scelta che potrebbe compromettere il nostro territorio”.
Consumo di suolo e cementificazione: la Lombardia sotto pressione
Secondo Legambiente Lombardia, il consumo di suolo è un’emergenza crescente. Solo nel 2024 sono scomparsi quasi 800 ettari. Le logistiche, denunciano, “occupano spazi fertili, aumentano le temperature, producono inquinamento e non riqualificano le aree dismesse”.
Lavoro sì, ma di qualità: la posizione della Cgil
Guglielmo Ruggiero, Cgil Milano, ha sottolineato come la logistica, pur generando occupazione, sia ancora caratterizzata da precariato, appalti a cascata e mancanza di diritti. “Serve lavoro stabile, non turni estenuanti e salari bassi. Anche la sicurezza è un’emergenza: il 60% delle morti sul lavoro riguarda il trasporto”.
L’appello finale: “Servono risposte e un piano per il territorio”
Molti hanno invocato un piano chiaro per l’area Malpensa, fermo dal 2009. Dalila Griffanti, biologa e membro del comitato, ha concluso: “Non vogliamo allarmismo, ma risposte. Vogliamo capire cosa succederà, non solo a Castano, ma in tutta la zona”.






