Castano Primo – “Stuprata in piscina”, l’accusato si difende: “Non l’ho mai violentata”

“Non l’ho mai violentata”. L’uomo di 48 anni, denunciato per stupro da una donna 53enne dipendente della piscina, nega ogni addebito. Parla il suo avvocato: “Racconto poco lineare”

di Francesco Colombo

CASTANO PRIMO (MILANO) – Ha negato con forza ogni addebito il 48enne di Cernusco sul Naviglio denunciato da una 52enne, che lo accusa di averla violentata per due notti di fila alla piscina di Castano Primo, tra il 23 e il 25 agosto del 2022.

“Non l’ho mai violentata”

L’uomo si è presentato davanti al giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, Stefano Colombo, nella mattinata di venerdì 24 novembre, assistito dall’avvocato Daniele Toia di Milano. “Non l’ho mai violentata, non ho mai stuprato quella donna – ha dichiarato l’indagato davanti al giudice – i rapporti sono stati consensuali e non ho avuto bisogno di alcuna violenza”.

Parla l’avvocato: “Racconto non lineare”

Tesi confermata anche dal legale del 48enne, colpito da una misura di divieto di avvicinamento alla presunta vittima: “Il mio cliente – ha dichiarato l’avvocato Toia – ha negato qualsiasi tipo di violenza sessuale. Nel racconto della donna ci sono molti aspetti non lineari che devono essere chiariti, puntiamo a dimostrare l’innocenza del mio assistito già in fase di indagini preliminari, senza la necessità di dover arrivare al processo”.

L’incontro in piscina

La 52enne, dipendente della piscina di Castano, aveva dichiarato ai poliziotti del Commissariato di Busto Arsizio di aver conosciuto l’uomo su un sito di incontri online. Dopo essersi dati appuntamento in piscina il 23 agosto, passato l’orario di chiusura i due si sono appartati. Qui le versioni divergono.

Il racconto della presunta vittima

La donna ha raccontato agli investigatori che il 48enne l’avrebbe “picchiata selvaggiamente, per poi costringerla a rapporti sessuali brutali”. La dipendente dell’impianto ha anche raccontato di essersi addormentata in infermeria dopo essere stata violentata, per poi “risvegliarsi il giorno successivo, con l’impianto aperto al pubblico”, e di aver subìto violenze anche nella notte tra il 24 e il 25 agosto. “Non ho reagito né chiesto aiuto – ha spiegato – perché temevo che potesse danneggiare l’impianto o prendersela anche con le colleghe”.

La visita in ospedale

Le violenze si sarebbero concluse il 25 agosto e la donna è andata prima in ospedale a farsi medicare, poi a sporgere denuncia accompagnata da un’amica. Sulla vicenda indaga il Pm di Busto Arsizio, Martina Melita. Il Gip Colombo ha emesso nei confronti dell’indagato una misura di divieto di avvicinamento alla donna, in quanto la 52enne ha raccontato di averlo avvistato ancora in piscina il 15 novembre. “Impossibile – ha fatto sapere l’avvocato difensore, Daniele Toia – in quanto il mio cliente lavora da tutt’altra parte e non si è mai più recato a Castano Primo”. Toccherà ai magistrati fare luce su una vicenda che presenta ancora parecchi aspetti poco chiari.