77 pagine di denuncia contro lo Stato italiano: “120.000 morti sono un buon motivo per farlo”

di Francesca Ceriani

SANTO STEFANO TICINO (MILANO) – Un cittadino di Santo Stefano Ticino, nel Milanese, ha presentato una denuncia contro lo Stato italiano per “strage”.

Denuncia contro lo Stato

Stefano Settimo, 59 anni, è un cittadino di Santo Stefano Ticino, sindacalista a Bareggio, che ha deciso di aderire a una iniziativa lanciata online: “Ho denunciato il governo italiano per la gestione della pandemia da Coronavirus”. Sul sito ‘Riapriamo l’Italia in salute’ tutte le informazioni necessarie e i moduli da scaricare, compilare e presentare alla stazione dei Carabinieri. L’iniziativa è stata lanciata da un medico, il dottor Franco Trinca, e da uno studio legale che ha aiutato nella redazione della querela. “120.000 morti dichiarati e l’Italia in ginocchio. E’ una strage oggettiva”, si legge sul sito.

Le accuse al Governo

E sfogliando le 77 pagine della denuncia si trovano anche i reati di cui viene accusato il governo italiano: associazione per delinquere, strage, epidemia, turbata liberà dell’industria o del commercio, lesioni personali, omicidio e condotte con finalità di terrorismo. “Ho presentato la mia denuncia il primo maggio – spiega Settimo ai nostri microfoni – Ci sono stati, in Italia, 120.000 morti dichiarati. I motivi per presentare una querela contro la gestione della pandemia da parte dello Stato italiano mi sembra ci siano tutti e sono motivi seri e fondati”.

I motivi della denuncia

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Ma perché lo stefanese ha deciso di presentare denunci ai Carabinieri di Corbetta? “L’ho fatto per senso civico – sottolinea – La situazione nel nostro Paese è preoccupante e mi è sembrato giusto agire in questo modo. I carabinieri, quando mi sono presentato in caserma, mi hanno chiesto se ero sicuro di quello che stavo facendo: certo che sono sicuro!”. Settimo è il primo cittadino del nostro territorio di cui abbiamo notizia ad aver aderito a questa iniziativa e ad aver presentato la denuncia. “Spero che aderiscano in molti – conclude – Se un milione di italiani dovesse presentare querela, sarebbe un segnale davvero molto forte e servirebbe a qualcosa”.

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