Dopo la droga trovata nell’auto del comandante, si fa strada la pista della vendetta. Ed emergono dettagli sconcertanti sul comando dei vigili prima dell’intervento del sindaco Ballarini e del comandante Vismara. “Nell’ufficio della Polizia locale si guardavano video porno, si mangiava, si beveva e si trombava”

11 GENNAIO 2020

di Ersilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – A Corbetta, cittadina dell’hinterland milanese, l’opinione pubblica è divisa tra innocentisti e colpevolisti, anche se – a giudicare dai social network – i cittadini credono che il comandante Lia Gaia Vismara non c’entri nulla con la storia di droga. Umori popolari, che lasciano il tempo che trovano. Chi invece non ha nessun dubbio è il sindaco, Marco Ballarini: “Ho piena fiducia nel comandante e sono certo che dimostrerà la sua estraneità ai fatti. Qualcuno ha voluto colpire lei per colpire la mia amministrazione, la cui unica colpa è stata quella di aver fatto ordine e pulizia in un comando dei vigili che giaceva in condizioni devastanti”.

“Si mangiava e si trombava”

Il sindaco aggiunge: “Abbiamo trovato un comando dove si mangiava e si trombava. Ora la festa è finita e a qualcuno tutto questo non è piaciuto, al punto da volersi vendicare”. A descrivere l’ufficio dei vigili con parole decisamente poco lusinghiere non è il sindaco in prima persona, il quale anzi riferisce ciò che alcuni agenti gli avevano detto tempo fa.

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I messaggi e i video porno

Esistono infatti decine di messaggi scritti dai vigili via Whatsapp al sindaco, proprio per rappresentargli una situazione insostenibile, dove “ognuno si fa i cazzi suoi”. Tristemente noto il caso di due agenti, che passavano il tempo a guardare video porno durante l’orario di lavoro. Oggi non sarebbe più possibile, perché la cronologia viene tracciata e cancellarla sarebbe inutile: qualcuno se ne accorgerebbe.

La vendetta

Poi la situazione cambia radicalmente. Il sindaco Ballarini interviene con il pugno duro (secondo alcuni anche troppo duro) e il nuovo comandante Vismara si occupa di segnalare ogni abuso, ogni irregolarità, ogni comportamento scorretto da parte dei suoi stessi agenti. A qualcuno tutto questo non piace, al punto tale da mettere le droga nell’auto del capo dei vigili per vendicarsi e soffiare la notizia prima ai Carabinieri e poi alla stampa. E’ un’ipotesi, che la difesa del comandante Vismara trova più che plausibile. L’avvocato Roberto Grittini, anzi, fa un passo avanti: “L’analisi dei fatti ha già fatto emergere una serie incredibile di anomalie. Basti pensare che quando sono arrivato in caserma a Bollate non era stata fatta la perquisizione personale al comandante né era stata disposta la perquisizione nella sua abitazione. Sono stato io a chiederlo e a insistere per ottenere entrambe le cose”.

Le telecamere

Secondo Grittini, inoltre, le telecamere di Baranzate, quelle pubbliche e quelle private, potrebbero far emergere elementi tanto utili alla difesa quanto inquietanti: “Vedremo, per ora abbiamo chiesto l’acquisizione dei nastri, ma abbiamo motivo di credere che anche la perizia sull’auto di Vismara potrebbe far emergere qualcosa di estremamente interessante”.

La droga non analizzata

Per essere più chiari, il legale del capo dei vigili non ha dubbi: “Qualcuno ha messo la droga (se di droga si tratta, perché ad oggi manca ancora il drop test sulla sostanza rinvenuta) nell’auto di Vismara e noi lo dimostreremo”. L’ipotesi della vendetta contro il comandante non è campata per aria. Esisterebbero tracce di messaggi minacciosi rivolti al capo dei vigili da parte di ex colleghi, che hanno lavorato a Corbetta prima di lasciare l’incarico o di essere allontanati. Propositi bellicosi, prima messi nero su bianco e poi attuati veramente. Ma il delitto perfetto non esiste. E presto potrebbe emergere una verità sconcertante.

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