Corbetta, Bassetto smaschera Lega e FdI: “Accuse senza motivi”. Partiti inginocchiati davanti a Ballarini

L’ex candidato sindaco Renzo Bassetto respinge le accuse di Lega e Fratelli d’Italia. Poi rilancia: “Dicano quale sarebbe stato il mio comportamento lesivo”. I partiti tacciono, forse perché non possono rispondere?

di Ersilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – Renzo Bassetto replica duramente a Lega e Fratelli d’Italia, che hanno annunciato “il venir meno di ogni rapporto di rappresentanza politica” con l’ex candidato sindaco. Bassetto respinge però le accuse generiche dei due partiti e chiede che vengano indicati fatti, atti e comportamenti precisi: “È spiacevole dover dare una risposta ai gruppi politici locali di Fratelli d’Italia e Lega, dopo averli rappresentati per quattro anni in Consiglio comunale a Corbetta con costante impegno, lealtà e rispetto”.

Bassetto: “Nessuna spiegazione reale”

Nel comunicato diffuso nei giorni scorsi, Lega e FdI avevano sostenuto che “l’azione politica di Bassetto ha preso una direzione distante dalla linea programmatica e dai valori che caratterizzano il progetto del centrodestra”. Secondo i due partiti, le sue posizioni sarebbero “incompatibili con il percorso politico del centrodestra”. Ma Bassetto contesta proprio la mancanza di fatti concreti: “Non viene fornita alcuna spiegazione reale, né si fa cenno ai ‘veri motivi’ che avrebbero determinato questo allontanamento politico”.

“Dicano quale sarebbe stato il comportamento lesivo”

La replica entra quindi nel merito e pone una domanda precisa alle due segreterie: “Chiedo alle segreterie locali di FdI e Lega di dettagliare e spiegare chiaramente quale sarebbe stato il mio comportamento lesivo”. Bassetto invita poi i due partiti a uscire dalle formule vaghe: “Citino, con precisione, in quale punto o punti il sottoscritto non avrebbe rispettato la linea programmatica, i metodi e i valori che caratterizzano il progetto del centrodestra”.

Quattro anni di opposizione quasi inesistente

Il paradosso politico è evidente. Per quattro anni Lega e Fratelli d’Italia non hanno svolto alcuna opposizione contro l’amministrazione guidata da Marco Ballarini, non hanno aperto fronti politici e non hanno rivolto critiche significative al sindaco, nonostante vi fossero mille buone ragioni per farlo. In un consiglio comunale dove l’opposizione è apparsa spesso addormentata e intimorita, Bassetto è stato invece uno dei pochi, se non l’unico, a provare a svolgere davvero il proprio ruolo.

L’autonomia trasformata in una colpa

Ora Lega e FdI contestano a Bassetto una “modalità di azione sempre più personale e autonoma”, ma proprio quell’autonomia è stata resa necessaria dalla sostanziale assenza politica dei partiti che lo avevano candidato. Dopo averlo lasciato solo per quattro anni, oggi trasformano la sua attività in Consiglio nella colpa da imputargli, senza però indicare una votazione, una dichiarazione o un atto amministrativo che avrebbe violato il programma della coalizione. Un atteggiamento un po’ furbesco e un po’ vergognoso.

Il sospetto della manovra di palazzo

La sensazione è che il vero problema non sia ciò che Bassetto ha fatto, ma ciò che non sarebbe disposto a fare ora: accompagnare senza obiezioni l’avvicinamento di Lega e FdI all’area di Ballarini e alla possibile candidatura della ‘protetta’ Linda Giovannini. Dopo quattro anni di silenzio, i due partiti sembrano pronti a cambiare campo per avvicinarsi alle stanze del potere, usando Bassetto come capro espiatorio per rendere politicamente presentabile l’operazione. Una tattica politica tutt’altro che commendevole.

“Ho tutelato l’interesse dei cittadini”

Bassetto rivendica infine la correttezza della propria condotta istituzionale: “Da parte mia, ho semplicemente mantenuto un comportamento specchiato nel pieno rispetto delle regole istituzionali, con l’unico obiettivo di tutelare l’interesse pubblico e i cittadini di Corbetta che mi hanno votato”. Adesso spetta a Lega e Fratelli d’Italia rispondere alle sue domande: dicano quali atti, quali votazioni e quali comportamenti avrebbero determinato la rottura. Ma già sappiamo che i partiti non risponderanno, forse perché non possono?