Clamorosa sentenza del Tribunale: nessun risarcimento alla famiglia terrorizzata da tre grossi cani. Secondo il giudice, se non ci sono lesioni fisiche, non ci sono neppure colpevoli. Una decisione davvero bizzarra
CORBETTA (MILANO) – Non riceverà nessun risarcimento la coppia di giovani corbettesi che nel novembre 2024 venne accerchiata da tre grossi cani. Capitò durante una passeggiata a piedi con il loro bimbo di 6 anni nei boschi tra Cerello e Castellazzo Dé Barzi. Il giudice civile ha stabilito che non c’è stato un danno fisico concreto. E che il disagio psicologico non è quantificabile, quindi non ha una valenza tale da meritare un compenso economico.
Una passeggiata tranquilla
I due giovani, stando al loro racconto, avevano lasciato l’auto non lontano dalla cascina Tangola e si erano incamminati su una delle tante strade sterrate della zona. A un certo punto, hanno notato che stava venendo loro incontro un cane di grossa taglia di colore bianco: pensando che il padrone fosse nelle vicinanze, non si sono particolarmente preoccupati.
Comparsa dei tre grossi cani
La situazione è però cambiata quando l’animale è stato raggiunto da altri due cani molto simili, probabilmente di razza maremmana. I tre animali si sono avvicinati alla coppia e al loro bimbo e si sono fatti più aggressivi: i tre grossi cani giravano in tondo intorno ai tre corbettesi con fare minaccioso e ringhiando.
Il panico del bambino
Il bambino, nonostante il padre lo avesse preso in braccio, ha iniziato a piangere a squarciagola. Una scena drammatica, durata alcuni minuti, durante i quali i cani non accennavano ad andarsene. La situazione è apparsa subito pericolosa, anche se nessuno è stato morso.
L’intervento del contadino
A salvare la famiglia ci ha pensato un contadino che stava lavorando con il suo trattore in un campo vicino: brandendo un grosso bastone di legno, ha allontanato i tre cani e messo fine all’incubo. La coppia aveva poi identificato il padrone degli animali e gli aveva fatto causa per danni psicologici.
Sentenza sfavorevole
Il giudice però non ha riconosciuto il danno subito: secondo la sentenza, non essendoci state lesioni fisiche, il trauma vissuto non ha fondamento giuridico per ottenere un risarcimento. Una decisione che lascia l’amaro in bocca, ma che pone fine alla vicenda.





