Intanto davanti all’istituto Aldo Moro compaiono pubblicità provocanti, i genitori insorgono

di Martina Salasso

Natale cancellato a Corbetta? Per i bambini della scuola d’infanzia Carlo Collodi in parte sì, dove la nuova dirigente scolastica Stefania Avino ha deciso di dare una netta impronta di laicità all’interno dell’istituto. Questo è stato il dibattito discusso in aula durante lo scorso consiglio comunale del 26 novembre. Dopo la decisione di vietare la benedizione natalizia durante l’orario scolastico, ora è la volta della tradizionale recita di Natale. “Così si mortificano le tradizioni – commenta il consigliere all’opposizione Monica Maronati. Noi tutti vorremmo capire il perché”. Il motivo – come già spiegato nel numero scorso – è prettamente burocratico, niente a che vedere con uno scrupolo culturale “rivolto ai bambini non cristiani” come ipotizzava qualche genitore. Sottolinea, infatti, l’assessore all’Istruzione Maurizio Cattaneo: “Per legge, all’interno delle scuole non possono essere inserite celebrazioni religiose in orario didattico”. E anche l’eliminazione della recita va letta in chiave legale: “Si tratta di sicurezza: gli spazi a disposizione possono contenere soltanto un certo numero di persone – continua l’assessore – Se vi è un sovraffollamento, si violano le norme di sicurezza antincendio previste dalla legge. La nuova preside è molto attenta al protocollo e ligia alla normativa”. Abbiamo provato più volte a contattare la preside per avere conferme o ulteriori dichiarazioni, ma non abbiamo ottenuto risposte. Intanto, i genitori nostalgici della tradizione, già da tempo sul piede di guerra per la scelta indetta dalla preside, reclamano un’altra battaglia contro un manifesto pubblicitario affisso vicino all’ingresso dell’istituto Aldo Moro. Naturalmente la scuola non c’entra nulla, ma subito impazza la polemica in paese, tra chi definisce il cartellone di propaganda “inadatto e fuori luogo, avendo a che fare con bambini di scuola materne ed elementari”, e chi invece ironizza con una battuta che dovrebbe far riflettere molti: “La festa di Natale non si può fare, ma la festa a Babbo Natale sì?”.

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