A Corbetta, nel Milanese, scoppia il caso della vigilessa Lina Narciso: ‘pizzicata’ al bar dopo aver timbrato il cartellino e inadempiente verso alcuni suoi doveri d’ufficio. La giunta la sospende per 10 giorni. Oggi però si scopre pure che l’agente di Polizia locale, nell’ultimo semestre, si è presentata in ufficio in ritardo per 30 volte

9 SETTEMBRE 2017

di Ersilio Mattioni

CORBETTA (MILANO) – Sospesa dal servizio per dieci giorni, a Corbetta nel Milanese, la vigilessa Lina Narciso, che lo scorso luglio timbrò il cartellino ma, invece di andare a lavorare, imboccò la strada di un bar del centro per sorseggiare un buon caffè, giungendo in ufficio dopo alcuni minuti. Il tutto sotto gli occhi di testimoni, fra cui uno d’eccezione: il sindaco Marco Ballarini.

Ignorata un’emergenza

Non è tutto. La vigilessa, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe andata al bar nonostante fosse attesa dai colleghi di pattuglia per intervenire in una situazione di emergenza, emergenza sulla quale è in corso un’indagine coperta da segreto istruttorio. Ma il punto è un altro: tale situazione di pericolo sarebbe avvenuta nel cortile del municipio: l’agente non se n’è accorta, mentre si incamminava verso il bar? Per fare chiarezza su questa specifica circostanza è stata presentata una segnalazione in Procura, che va ad aggiungersi al procedimento disciplinare della giunta di centrodestra contro l’agente di Polizia locale.

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Inadempienze sul lavoro

Potrebbe bastare questo. E invece no, perché un’altra contestazione che la giunta muove alla vigilessa riguarda i verbali degli incidenti stradali, che sarebbe suo compito redigere. Peccato che, in molti casi, ciò non sia avvenuto. Con tanto di disagi causati ai cittadini, alcuni dei quali non hanno aspettato mesi prima di avere in mano il documento, indispensabile affinché le assicurazioni possano provvedere ai rimborsi.

In ritardo 30 volte

Ciliegina sulla torta: l’agente, secondo l’ennesima contestazione a sua carico da parte della pubblica amministrazione, si sarebbe presentata sul posto in lavoro in ritardo per 30 volte negli ultimi 6 mesi. Un comportamento increscioso, che mette in cattiva luce l’intera categoria dei dipendenti comunali, mentre è d’obbligo distinguere tra chi lavora seriamente e chi lascia parecchio a desiderare.