Cornaredo, 17enne accusato di estorsione: con le minacce si fa consegnare soldi da un coetaneo e da un ragazzo disabile

Secondo i carabinieri il 17enne avrebbe estorto migliaia di euro a due giovani con minacce, ricatti e pressioni psicologiche; una delle vittime ha una lieve disabilità

di Redazione

CORNAREDO (MILANO) – Ha appena 17 anni, ma secondo quanto ricostruito dai carabinieri avrebbe messo in piedi due gravi episodi di estorsione, uno dei quali ai danni di un giovane con lieve disabilità intellettiva, riuscendo a farsi consegnare complessivamente migliaia di euro attraverso minacce, ricatti e pressioni psicologiche. Una vicenda pesante, culminata nella mattinata del 7 settembre con l’esecuzione di un’ordinanza di collocamento in comunità emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Milano.

Le accuse: minacce di morte e 1.100 euro in contanti

Secondo il comunicato del Comando provinciale dei carabinieri di Milano, il 17enne residente a Cornaredo è ritenuto gravemente indiziato del reato di estorsione continuata e aggravata ai danni di due giovani. Le indagini, condotte dai militari della Stazione di Cornaredo e coordinate dalla Procura della Repubblica per i minorenni di Milano, erano partite tra giugno e luglio dopo le denunce presentate dalle vittime, ormai esasperate dalle continue vessazioni. Nel primo episodio, il minorenne avrebbe preteso da un coetaneo 1.100 euro in contanti per una presunta fornitura illecita di farmaci a base di codeina, accompagnando la richiesta con gravi e ripetute minacce di morte e con la prospettiva di ritorsioni presso l’abitazione della vittima.

Quasi 2.500 euro sottratti a un giovane con lieve disabilità

Ancora più grave il secondo episodio contestato. Il 17enne avrebbe approfittato della lieve disabilità intellettiva di un altro giovane, costringendolo a versargli 2.495 euro attraverso ripetuti bonifici bancari. Per ottenere il denaro avrebbe sostenuto l’esistenza di un debito legato a precedenti consumi di stupefacenti, debito che, secondo gli investigatori, sarebbe stato del tutto inesistente. Non solo. Il ragazzo sarebbe stato anche ricattato con la minaccia di una possibile irruzione sul posto di lavoro, dove il 17enne avrebbe minacciato di presentarsi per rivelare l’uso di droghe della vittima.

Screenshot, bonifici e testimonianze

Gli accertamenti dei carabinieri si sono basati sull’acquisizione di screenshot di conversazioni, sull’analisi della documentazione bancaria e sulle escussioni testimoniali. Elementi che, secondo l’Arma, avrebbero permesso di ricostruire un quadro indiziario solido e di delineare due vicende estorsive caratterizzate da serialità, minacce e forte pressione psicologica. Il clima di paura sarebbe stato tale da impedire inizialmente alle vittime di chiedere aiuto. A far emergere una delle situazioni sarebbe stato il padre di uno dei giovani, insospettito dallo stato di forte agitazione del figlio e dagli ammanchi sul conto corrente.

Il 17enne trasferito in comunità

Al termine delle formalità di rito, il minorenne è stato affidato ai Servizi minorili per l’Amministrazione della giustizia e collocato in una comunità educativa, così come disposto dal provvedimento cautelare. Le accuse, allo stato, restano naturalmente sul piano indiziario: il 17enne è gravemente indiziato, non condannato. Ma il quadro descritto dagli investigatori restituisce comunque una vicenda di particolare gravità, soprattutto per l’età dei protagonisti e per la vulnerabilità di una delle vittime.