Ad Arluno, nel Milanese, oggi si sono celebrati i funerali di Franco Pastori, sindaco del paese a inizio anni ’90 e deceduto martedì 27 ottobre 2020 per Covid-19. Ecco il racconto della cerimonia, con i discorsi, i ricordi e le foto dell’ultimo commovente saluto

30 OTTOBRE 2020

di Francesco Bagini

ARLUNO (MILANO) – È appena risuonata in tutta la chiesa l’ultima nota dell’Ave Maria di Schubert, quando i tre nipotini di Franco Pastori si alzano timidamente dalle prime panche. Ciascuno posa un fiore rosso sulla bara del nonno. Alle loro spalle, si allunga l’ombra dei quattro addetti delle pompe funebri, pronti a portare via il feretro. È il momento finale e più toccante della cerimonia d’addio a Pastori, vittima del Covid-19 e sindaco di Arluno tra il 1989 e il 1995. Sono in tanti, in quell’istante, a non trattenere le lacrime, che bagnano le mascherine.

In cerchio

Sono le 10 del mattino, ma è dalle 9.15 che il santuario Santi Apostoli Pietro e Paolo si sta riempendo. Causa pandemia c’è posto solo per 175 persone. Attorno alla bara di Pastori, ai piedi dell’altare, si forma un cerchio ideale: i due figli, uno per panca; la moglie Sandra, a un metro. Nella parte sinistra dell’abside ci sono le istituzioni: il sindaco Moreno Agolli, l’ex primo cittadino Maurizio Salvati e molti rappresentanti dell’attuale consiglio comunale. Don Paolo, seduto sulla destra, chiude la circonferenza. È lui a officiare la messa. Don Giacinto, il parroco, non si vede. Si saprà poi che la sua assenza è dovuta a una convalescenza, seguita a un recente intervento.

Franco Pastori era nato nel 1939 e lunedì prossimo avrebbe compiuto 81 anni

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Dal Vangelo di Luca

Il giovane vicario prende la parola. Da neo ‘arlunese’, don Paolo ammette di non conoscere la figura di Pastori. Ispirato però dai tanti racconti di chi l’aveva frequentato, nel corso dei suoi 80 anni di vita, sceglie una lettura appropriata. È un passo del Vangelo di Luca, in cui si fa riferimento a un amministratore “fidato e prudente”: “Se un individuo si dedica al bene comune, non pensa solo a se stesso“, ricorda il don, che poi nell’omelia aggiunge un aneddoto: “Sfogliando un numero di Decima Campana (il mensile parrocchiale, n.d.r.) ho trovato una foto simpatica risalente al 1992. Si vede Franco, allora sindaco, giocare a bocce con don Carlo, il parroco. È una bella immagine, che evoca le storie di don Camillo e Peppone“.

Foto d’archivio tratta dal mensile parrocchiale ‘Decima Campana’. Pastori si staglia sulla destra

“Ti auguro pedalate nelle strade del cielo”

Il microfono passa poi ad Agolli. Il suo ricordo è intenso, in un paio di passaggi la commozione quasi prevale: “Oggi Arluno è un po’ più vuota. Sì, perché Franco riempiva le nostre vie, imponente, statuario. Riempiva gli spazi delle nostre associazioni e delle nostre istituzioni con generosità e dedizione. Immagino poi quanto Franco riempisse i luoghi familiari. E ha riempito di amicizia e di conoscenze la sua vita e quella di molte persone. Durante la crisi sanitaria mi ha telefonato per sapere l’evoluzione dei malati. E’ davvero strano pensare che proprio quel virus di cui abbiamo tanto parlato ha vinto la resistenza di un uomo così apparentemente forte. La Comunità arlunese ti saluta, Franco, ti dice grazie e ti augura, ora, una pacifica pedalata nelle strade del cielo“. Al termine del messaggio del primo cittadino la chiesa non applaude. Regala invece un ben più rispettoso e dignitoso silenzio.

30 ottobre 2020. Arluno piange l’ex sindaco

Amici, avversari, volontari

Sul sagrato il sole è caldo e dischiude qualche aneddoto sull’ex sindaco, fiero Socialista. Alfio Colombo, amministratore comunale di lungo corso e amico, usa queste parole: “Mi piaceva chiamarlo Franchino, a dispetto della sua mole. Era in apparenza burbero, ma sapeva aprirsi in un sorriso sornione di chi tanto sa e tanto conosce per esperienza. Non ti lasciava mai solo“. Filippo Di Benedetto, volto noto del centrodestra locale, aggiunge: “Un annetto fa avevamo fatto una ‘litigata politica’. Poi questa primavera passava fuori casa e ci siamo abbracciati. Era un avversario ostico, ma leale“. Luigi Romano, membro del direttivo Auser, si sofferma sull’altruismo di Pastori: “Era un volontario attivissimo, nonostante l’età. Fino a poche settimane fa accompagnava i bisognosi alla guida dei nostri pulmini“.

L’ultimo saluto

Sono quasi le 11 quando l’auto funebre è pronta a partire. La cassa dove l’uomo riposa abbandona la piazza e si allontana lungo Corso XXVI Aprile. Gli agenti della Polizia locale, impegnati tutta la mattina nel non facile né piacevole compito di mantenere il distanziamento sociale, porgono il loro omaggio all’ex sindaco mettendosi sull’attenti. È l’ultimo saluto di Arluno a Franco Pastori.

Il comandante Pietro Micalizzi e i suoi uomini salutano per l’ultima volta Franco Pastori

Si ringrazia Damiano Carsenzuola per il contributo fotografico

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